di M.T.
Li hanno messi nel mirino. Per la Uil di Terni sono «figure non indispensabili», delle quali si chiede «l’eliminazione». Loro sono Antonio De Guglielmo, direttore generale e Laerte Grimani, capo gabinetto della Provincia di Terni. I primi, secondo il sindacato, a dover essere sacrificati sull’altare della «proporzionalità». Ma, poi, ce n’è per tutti.
I numeri E per chiederlo, il sindacato mostra numeri e raffronti: «Nel 2012 la Provincia di Terni ha gestito somme; entrate tributarie, da trasferimenti e extratributarie; pari a 42 milioni e 134mila euro – dice Gino Venturi, il segretario della Uil – cioè 15 milioni in meno (il 26,3%) rispetto al 2008». A questo, però, non avrebbe fatto seguito «una proporzionale riduzione del costo degli amministratori e dei dirigenti di palazzo Bazzani, pur essi stessi lamentandosi di non avere fondi adeguati per fare attività».
I soldi Tra il 2010 e il 2012, denuncia Venturi, «le indennità di presidente e giunta sono scese da 391.925 a 347.485 euro, ma se guardiamo il costo del presidente del consiglio e dei consiglieri abbiamo, nel 2012, la somma di 372.948 euro mentre nel 2010 era di 337.951. Pur amministrando molti meno soldi, i consiglieri ci sono addirittura costati, nel 2012, ben 34.997 euro in più rispetto al 2010».
I dirigenti «Il costo della dirigenza (compreso il direttore generale e il capo gabinetto) liquidato nel 2011 è di 729.957 euro. Nel 2012 invece 890.699 euro (compresi 16.800 euro di risultato 2011 al direttore generale) e cioè ben 160mila euro in più dell’anno prima». Insomma, secondo la Uil, in Provincia «tra le cui deleghe c’è anche quella per l’impiego, ma ha risparmiato sul personale, tagliando ben 58 posti di lavoro», ci sarebbero «molti meno soldi da amministrare, ma più costi per chi amministra, come i consiglieri e gestisce, cioè i dirigenti».
L’affondo Ed ecco la richiesta, secca: «Queste considerazioni sul criterio di proporzionalità – sottolinea Gino Venturi – inducono a chiedere una forte riduzione dei costi per amministratori e dirigenti alla Provincia di Terni, partendo dalla eliminazione della figura non indispensabile del direttore generale, del capo gabinetto e la riduzione del numero degli assessori». Ma non basta: «Se consideriamo che ci hanno portati alle soglie del predissesto, che potrebbe avere pesanti conseguenze per cittadini e lavoratori, ritengo che sia giusto chiedere a tutti gli amministratori di rinunciare immediatamente alle indennità, come era stato fatto al Comune di Orvieto grazie ad un accordo voluto e sottoscritto dalla Uil».
