Attigliano, Baschi e San Gemini i comuni più ‘economici’, mentre sono 4 i più diligenti ovvero quelli che hanno deliberato l’applicazione dell’aliquota Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) per scaglioni di reddito: Castelgiorgio, Fabro, Monteleone d’Orvieto e Montegabbione. Negli alti casi, 13 Comuni hanno stabilito soglie reddituali di esenzione al di sotto delle quali tale tassa non si paga, mentre i restanti enti hanno optato per un’aliquota unita, che non fa distinzioni. «In ogni caso, – questa la denuncia del sindacato Uil – l’addizionale comunale Irpef applicata dai  Comuni della provincia di Terni è più alta della media nazionale. Paghiamo di più anche per la  Tasi». In questo caso l’ente più virtuoso è quello di Cavi (aliquota fissata all’1 per mille).

Irpef  «L’imposta comunale facoltativa, – spiegano dall’Unione italiana del lavoro può essere deliberata o con aliquota unica (dallo 0,1 allo 0,8%), o con aliquote differenziate per scaglioni di reddito facendo riferimento a quelli dell’Irpef nazionale. I Comuni possono, altresì, prevedere soglie di esenzione. Ciò, però, significa, che sotto tale limite l’Irpef comunale non è dovuta e al di sopra si paga sull’intero imponibile».

Uil Dall’indagine della Uil di Terni, realizzata grazie al Servizio politiche territoriali della sindacato nazionale, emerge che l’aliquota media applicata nei 33 Comuni della provincia ternana nel 2014 è dello 0,66% a fronte dello 0,59% della media nazionale. «L’Addizionale viene applicata nella totalità dei Comuni della provincia di Terni – fanno notare da via Pacinotti -, 13 Comuni hanno deliberato soglie reddituali di esenzione al di sotto delle quali non si paga, ma per le quali al di sopra si paga sull’intero imponibile (Amelia, Arrone, Castelgiorgio, Fabro, Giove, Lugnano, Montefranco, Montegabbione, Monteleone, Narni, Penna in Teverina, Polino e Terni). Sono 4 i Comuni che applicano l’Irpef con aliquote per scaglioni di reddito, mentre i restanti 29 Comuni applicano l’aliquota unica. 12 Comuni (compreso il capoluogo), applicano l’aliquota massima dello 0,8%; 2 Comuni l’aliquota dello 0,7%; 13 Comuni applicano un’aliquota compresa tra lo 0,4% e lo 0,6%».

Tasi Altra nota dolente, stando a quanto riferisce la Uil, il capitolo sulla tassa per i servizi indivisibili, nota come Tasi. «Ad oggi – segnalano dalla sede ternana di via Pacinotti – nessun Comune della provincia ha pubblicato sul sito del Ministero dell’economia le aliquote per il 2015 e pertanto l’acconto si pagherà con le aliquote deliberate lo scorso anno. In base alle delibere dello scorso anno – spiegano dal sindacato – l’aliquota media della TASI applicata in provincia di Terni è del 2,18 per mille superiore alla media nazionale (1,95 per mille). Sono 6 – proseguono – i Comuni (compreso il capoluogo), che mitigano le aliquote con l’introduzione di qualche forma di detrazione.  Soltanto il Comune di Orvieto ha optato per l’aliquota massima del 3,3 per mille, gli altri hanno optato per aliquote che vanno dall’1 per al 2,9 per mille».

Dati In particolare, stando ai numeri forniti dall’Unione italiana del lavoro – Porano e Narni applicano il 2,9 per mille; 12 Comuni applicano il 2,5 per mille (Terni, Allerona, Amelia, Arrone, Avigliano Umbro, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ferentillo, Montefranco, Otricoli, Parrano, Polino); San gemini il 2,4 per mille; Giove un’aliquota compresa tra il 2 per mille e il 2,3 per mille; Guardea il 2,2 per mille; 7 Comuni il 2 per mille (Fabro, Ficulle, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, San Venanzo, Stroncone); il resto applicano un’aliquota compresa tra l’1 per mille ed l’1,8 per mille. Il Comune dove si paga di meno è Calvi (1 per mille) poi con il 1,5 per mille Acquasparta, Alviano, Attigliano, Montecastrilli.

Appuntamento «Lunedì mattina a Collerolletta alle 10, in quello che è il primo convegno del Meeting,  la Uil definirà insieme al segretario nazionale Guglielmo Loy la propria piattaforma anche rispetto alla tassazione locale – sostiene il segretario Uil di Terni Gino Venturi –  sapendo che agendo sui diversi tributi comunali (Imu, Tasi; addizionali Irpef, tassa di Soggiorno ecc.) si può tassare di meno il lavoro e favorire la ripresa economia».

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