Era previsto e adesso lo fanno. I mezzi pesanti che entrano ed escono dalle acciaierie non possono più utilizzare il ponte che sta proprio di fronte all’ingresso di via Stefano Breda e la via Ponte d’oro che ne prende il nome. Dovranno passare, tutti o quasi, per via Vulcano.
Il traffico La piccola – ma nemmeno tanto – rivoluzione, comporterà una serie di modifiche alla viabilità urbana e la prima conseguenza è quella relativa a via Vulcano, che diventa l’unica strada che i camion – se ne calcolano circa 500 al giorno – potranno percorrere per raggiungere la superstrada Terni-Rieti e da quella spostarsi verso la E45.
Via Vulcano La piccola strada di periferia, già piuttosto congestionata, sarà ora sottoposta ad una mole di traffico, soprattutto pesante, mentre a trarre vantaggio dalla decisione saranno altre arterie cittadine, come via Bramante e via Proietti Divi, che venivano spesso utilizzate dai camion provenienti proprio dalla E45.
La ‘bretella’ La decisione sembra destinata a rinfocolare le polemiche, che nel quartiere di Borgo Bovio e a Prisciano sono strettamente collegate a quelle relative ai fenomeni di inquinamento, relative alla mai realizzata ‘bretella’ di collegamento tra la portineria della Tk-Ast e la Terni-Rieti, che permetterebbe di bypassare completamente il centro abitato.
I soldi Per fare quella ‘bretella’, aveva detto l’ex assessore Luigi Bencivenga, «ci vuole circa un milione e mezzo di euro e abbiamo chiesto di inserire l’opera nella programmazione regionale». La Tk-Ast, in passato, aveva manifestato la volontà di metterci un bel po’ di soldi suoi. Ma intanto i Tir intasano, e inquinano, la zona Est della città e non solo.
