E’ un bilancio positivo quello tracciato sulle donazioni di sangue del mese di gennaio che nella provincia di Terni hanno permesso di raccogliere quasi 800 sacche di sangue con un incremento dell’11,7 per cento, figlio soprattutto della campagna di sensibilizzazione a colpi di appello compiuta dall’Avis e dal Centro regionale sangue.
Donazioni gennaio tornano ad aumentare A tirare le fila sul primo mese dell’anno è il direttore della struttura di Immunoematologia e Trasfusionale, Augusto Scaccetti: «Se è vero che tra dicembre e gennaio il picco influenzale ha ridotto l’accesso dei donatori abituali, è ora importante continuare a sensibilizzare i potenziali nuovi donatori per scongiurare le difficoltà in cui potrebbero trovarsi in alcuni periodi le strutture ospedaliere della provincia di Terni come di tutto il territorio regionale». Sono quindi ancora pochi i donatori periodici tanto che il servizio immunotrasfusionale di Terni ha cercato di analizzare le motivazioni che potrebbero portare i cittadini alla scelta di non donare attraverso un questionario somministrato a 347 donatori.
Questionario per i donatori Dalle risposte si evince che a scoraggiare potrebbero essere resistenze nei confronti di aghi, siringhe e sangue per il 21,3 per cento degli intervistati; la mancanza di informazioni adeguate sulla carenza del sangue per il 21 per cento; il mancato sostegno informato del medico di famiglia per il 13,8 per cento; e una scarsa informazione sui luoghi e gli orari per donare per il 10,8 per cento. All’invito a segnalare proposte di miglioramento del servizio il 51,6 per cento degli intervistati ha risposto che gradirebbe si offrisse l’invio on line delle risposte delle analisi, il 18,7 per cento l’apertura del servizio per un giorno festivo al mese e il 16,4 per cento la creazione di un gruppo di donatori per le emergenze.
Promosse le modifiche e anche il ristoro Per quanto riguarda il gradimento del servizio il 56 per cento degli intervistati giudica il tempo di attesa accettabile, il 35 per cento breve, l’8,5 per cento eccessivo, mentre l’87 per cento dei donatori ha valutato come buone le informazioni ricevute presso il servizio sul proprio stato di salute e adeguata la nuova scheda di anamnesi per la selezione del donatore, che invece è troppo lunga per il 21,4 per cento. Ottima per il 66,7 per cento l’attenzione ricevuta dal medico durante l’anamnesi. In merito ai cambiamenti effettuati nella struttura e nelle accettazioni sono giudicati migliorativi per il 78,2 per cento, non rilevanti per il 19,8 per cento, mentre il ristoro offerto dopo la donazione buono per il 68,5 per cento. Intanto, per consentire a tutti di donare, e in particolare ai commercianti, il Centro Raccolta di Terni il 15 febbraio resterà aperto anche il pomeriggio dalle 14 alle 16. Il servizio pomeridiano (terzo mercoledì di ogni mese) funzionerà su prenotazione e se si raggiunge un numero minimo di 8 prenotazioni per ogni apertura.
Donazione giù nel 2016, non capitava da undici anni I dati del mese di gennaio 2017, dopo gli appelli lanciati da Avis e Centro Regionale Sangue, segnalano 795 sacche di sangue raccolto nel Sit di Terni, 93 in più rispetto al 2016 (+93), di cui 475 nel centro raccolta di Terni (+75). Ma i numeri del 2016 testimoniano una forte contrazione, l’unica peraltro registrata dal lontano 2005. Nel 2016 le sacche di sangue raccolte dal Sit Terni che comprende i punti raccolta anche di Narni, Amelia e Orvieto sono state 8.645, 431 in meno rispetto al 2015. Così per far fronte alle esigenze dell’ospedale nel corso dell’anno si era reso necessario acquisire 78 sacche di sangue fuori regione e 679 dalla regione, dove il Sit di Terni, ne ha inviate 80 (14 in più rispetto al 2015) destinate ad altre strutture ospedaliere che si erano trovate in difficoltà per carenza di donazioni.
