Il raffronto tra il disegno di Leonardo del 1473 e la realtà

di Marta Rosati

Si è speso per Terni, ha tartassato i media locali perché dessero grande rilievo alla sua scoperta su Leonardo e la Cascata delle Marmore, ha collaborato con professionisti locali per avvalorare quanto più scientificamente possibile la sua tesi, poi il prof milanese Luca Tomio è stato tradito: al Bollettino d’arte che avrebbe dovuto pubblicare il suo lavoro, è arrivata una mail anonima con l’articolo dell’architetto Miro Virili comparso su ‘Memoria storica’ a settembre; il fatto che l’argomento sia stato già trattato altrove, con un notevole approfondimento, mette a repentaglio tutto. L’inserimento dell’elaborato dedicato, nella rivista ministeriale, ora è a rischio. Luca Tomio ne è stato informato proprio dal Bollettino, al direttore del quale ora ha scritto una lettera: la redazione tuttora sta valutando il da farsi.

Luca Tomio Lo scorso novembre lo storio dell’arte era tornato a Terni con tanto entusiasmo e voglia di fare perché sapeva che il lavoro sul disegno di Leonardo Da Vinci che raffigura la Cascata delle Marmore e Papigno sarebbe stato inserito nel Bollettino dell’Arte, ovvero il ‘catalogo’ con cui il Mibact (ministero dei Beni e delle attività culturali) certifica i capolavori del Paese. Questo elemento di novità, si aspettava accelerasse i progetti di promozione e valorizzazione del territorio ternano ma da lì in avanti poco è cambiato. Da allora, anzi, forse tutto è addirittura precipitato. Miro Virili, che ha lavorato con Tomio gomito a gomito, su richiesta del direttore di Memoria storica, il prof Domenico Cialfi, a settembre scrisse un articolo proprio per la rivista del Centro studi storici di Terni, sulla scoperta del prof che ora rischia di rivelarsi un autogol perché il Bollettino pubblica solo inediti.

Memoria storica Il direttore della rivista locale, imbeccato sulla buonafede dell’azione, risponde: «Non si tratta di buonafede – risponde Cialfi -, mi dispiace della situazione che si è creata ma nessuno mi dice cosa pubblicare. Non credevo che un articolo ne mettesse a repentaglio un altro». Ma voi avete inviato il testo al Bollettino? «No della diffusione della rivista si occupa l’editore, finisce nelle biblioteche e negli archivi di Stato, ho cercato di sapere qualcosa in più tramite contatti diretti col Bollettino ma non sono riuscito». Ci ha pensato allora Umbria24. Il coordinatore scientifico della rivista del Mibact, la dottoressa Marini Clarelli, precisa: «La decisione finale non è stata ancora presa, stiamo valutando. Il problema è venuto a determinarsi per il carattere scientifico di quell’articolo. Ora Tomio ha scritto al direttore, decideremo sulla base delle sue osservazioni il da farsi; del resto è innegabile che l’articolo fosse a supporto della scoperta ma noi trattiamo in genere solo inediti». Terni insomma potrebbe aver perso un’occasione. La cosa più curiosa, se non addirittura spiacevole e alquanto misteriosa è che il Bollettino non è venuto a sapere casualmente dell’articolo di Virili: alla redazione è arrivata una mail anonima.

@martarosati28

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