Doveva consegnare la domanda di disoccupazione per la sua fidanzata e per quattro mattine di seguito in orario d’ufficio si è presentato in via Annio Floriano ma ogni volta ha dovuto rinunciare per troppa fila, fin quando non si è aperto uno spiraglio per il pomeriggio: con largo anticipo il ragazzo in questione si sarebbe nuovamente recato al Centro per l’impiego di Terni ma ancora una volta per lui non c’è stato modo di accedere ai servizi.
La storia di Matteo Esausto ha chiesto spiegazioni ad un dipendente e di lì a poco i due hanno iniziato a discutere animatamente mentre qualcuno col cellulare riprendeva la scena. Immagini di attimi ad alta tensione finite su Facebook. In poco tempo il video è diventato virale, e oltre all’indignazione di Lega Nord e Cgil allo scoppiare della polemica sulla questione è intervenuto il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli: .
Tensioni in via Annio Floriano Il parapiglia al Centro per l’impiego di Terni è scaturito forse da mancanza di organizzazione, magari carenza di personale; Palazzo Donini vuole vederci chiaro, Intanto Devid Maggiora, vicecoordinatore Lega Terni, critica le scelte di limitare gli accessi al servizio: «Come se già non bastasse il dramma della disoccupazione e dell’incertezza del futuro che tocca moltissimi cittadini che si rivolgono al Centro per l’impiego ad aggravare la situazione è la disorganizzazione. La sinistra al governo della città e della Regione dovrebbe mettere sempre al primo posto il lavoro e impegnarsi per creare condizioni di vita dignitose per i cittadini. E invece, a distanza di oltre un anno, le promesse degli assessori competenti sono tutte disattese».
Parapiglia al Cpi «Come da copione – commenta invece la Cgil – i problemi organizzativi e la mancanza di organici ricade sul personale e sui cittadini, i fatti accaduti presso il Centro per l’ Impiego di Terni, ci rimandano alla solita domanda che è comune a tutto il servizio pubblico : le Istituzioni, che siano i Governi nazionali o Regionali o Comunali, hanno interesse che i servizi pubblici funzionano, oppure il disservizio è propedeutico ad una privatizzazione ? Quanto accaduto è solo la punta di un iceberg che rappresenta lo stato della disorganizzazione che regna nei Centri per l’impiego. Più volte – scrivono Giorgio Lucci e Fabrizio Fratini – come Fp-Cgil abbiamo denunciato sui media e rappresentato alle Istituzioni le problematiche che attengono alla mancanza di organici ( circa 30 operatori, alcuni part time, per tutta la Provincia di Terni sino ad Orvieto ), strumenti informatici non sempre funzionanti, aumento ella burocrazia che attiene alle nuove procedure, carenza di materiali, e strutture spesso inadeguate e non a norma di legge. Il cittadino ha tutto il diritto di esigere attenzione, qualità nei servizi e rispetto delle proprie esigenze».
