di M. To e Fra. Man.
Per approvare, lo hanno approvato. Anche se è chiaro che, poi, portarlo a termine sarà tutto un altro discorso.
Il Teatro Verdi La giunga comunale, nella seduta di lunedì, ha approvato il progetto esecutivo del primo stralcio dell’intervento di ‘restauro, adeguamento funzionale e impiantistico del teatro comunale Giuseppe Verdi’. Per il quale ci vorranno quattro milioni e 335mila euro.
Primo lotto In realtà, però, ad essere effettivamente licenziato è stato il primo lotto dei lavori «della componente strutturale da realizzare, per la sicurezza sismica ed in conformità alle previsioni di bilancio», per due milioni e 900mila euro; un milione e mezzo dei quali è frutto di un finanziamento regionale – 450mila euro sono già stati assegnati, mentre il restante milione e 50mila euro è in corso d’approvazione – mentre il restante milione e 400mila euro arriva dalla Cassa depositi e prestiti.
Il resto La somma a disposizione per il primo stralcio, però, equivale più o meno alla metà di quella necessaria per il completo restauro del teatro – un intervento, peraltro, caratterizzato da una serie di attacchi e di polemiche – e la faccenda passerà nelle mani della nuova amministrazione comunale, che scaturirà dalla tornata elettorale del 25 maggio prossimo.
Ricci «Spetterà alla nuova giunta redigere il bando di gara per i lavori di messa in sicurezza, ma noi non potevamo stare con le mani in mano», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci. «E già che ci sono, ne approfitto per dire che chi sostiene che l’approvazione della delibera del primo stralcio dei lavori sul Verdi è avvenuta in ‘violazione di leggi nazionali, regionali e regolamenti in materia urbanistico-edilizia’ ( l’Udc, ndR) racconta solo bugie. L’intervento deciso è perfettamente lecito, perché riguarda una struttura pericolante e serve solo per garantire la sua staticità: non tocca la parte architettonica. Negli anni passati, e Melasecche lo sa bene, sono state concesse continuamente autorizzazioni all’utilizzo del teatro, quando non c’erano le caratteristiche necessarie a garantire l’incolumità degli spettatori. I primi ad agire in questo senso siamo stati noi: la sicurezza delle persone viene prima di tutto».
