di M.S.G.

«Un tratto di strada pericoloso dove si sono verificati fin troppi incidenti è ora di intervenire». Questi i presupposti da cui partire per realizzare il nuovo svincolo a San Carlo. Inizio lavori per dicembre 2022, salvo imprevisti, finanziato interamente con fondi Cipe. Il progetto prevede una rotatoria ‘tradizionale’ e una rampa di uscita con sottopasso. Una ventina gli espropri di terreni ai privati per realizzarle ma tutti bonari. La Prima commissione, giovedì 13 gennaio, con sei voti a favore e due astensioni ha approvato il progetto.

Strada pericolosa A presentare l’atto per adeguare lo svincolo San Carlo è la vicesindaca Benedetta Salvati: «L’intervento proposto riguarda l’adeguamento della rotatoria San Carlo la cui configurazione attuale consente, provenendo da Terni, di svoltare a sinistra per l’abitato di ‘Collelicino’ tramite corsia di accumulo centrale oppure a destra direttamente per l’abitato di ‘San Carlo’. Provenendo da Spoleto si può invece svoltare solo a destra in direzione ‘Collelicino’. Tale configurazione ha comportato problematiche relative al collegamento dell’abitato di San Carlo con la Strada Statale e, in particolare, relative alla pericolosità dell’incrocio per l’elevato tasso di incidentalità registratosi nell’intersezione stessa».

Iter per San Carlo Sempre Salvati ha ricordato come, sin dal 2010, l’allora Anas – compartimento della Viabilità dell’Umbria, sollecitato dalle istituzioni locali, aveva provveduto alla redazione di un progetto definitivo per l’adeguamento dell’omonimo svincolo. Progetto che nel tempo è stato sottoposto a verifiche fino a quello definitivo concluso nel 2013 che prevedeva una ‘complanare’ per la viabilità parellela. A quel progetto sono state apportate diverse modifiche in due conferenze dei servizi svoltasi una a giugno 2021 e l’ultima a settembre 2021.

Progetto definitivo con due rotatorie La nuova soluzione in esame elimina la viabilità parallela (complanare) proposta in origine e prevede un adeguamento dell’incrocio attuale mediante l’inserimento di una rotatoria ‘convenzionale’ con diametro esterno pari a 45 metri, in corrispondenza dell’attuale incrocio con l’abitato di Collelicino e prevedendo una corsia di uscita che permette di spostarsi dall’asse principale in fase di svolta a destra verso San Carlo (‘nodo A’) ed un secondo intervento composto da una rampa di uscita monodirezionale con corsia di quattro metri affiancata da banchine laterali di un metro, che mediante sottopasso, si collega con la strada di San Carlo attraverso una rotatoria (‘nodo B’). L’intervento nel suo complesso, ha come obiettivo la messa in sicurezza dell’incrocio a raso di San Carlo- Collelicino e permette il collegamento dei due abitati con la strada statale 3 nelle varie direzioni est/ovest, ad oggi consentito solo tramite percorsi molto lunghi che addirittura fanno riferimento allo svincolo esistente ‘Terni Est-Rieti’.

In giallo la modifica del progetto

Prima commissione Perplessa la consigliera pentastellata Valentina Pococacio: «Di fatto noi ci stiamo limitando alla presa d’atto di un verbale che non capisco se è riportato integralmente o no – ha tuonato la consigliera- . Avrei preferito averlo per intero il verbale della conferenza dei servizi e non in stralci inoltre sarebbe stato opportuno un passaggio in consiglio prima della conferenza dei servizi e non dopo costringendoci a prendere atto di un verbale senza potere decisionale in merito». Più cauto il consigliere di Terni civica, Michele Rossi: «Se mettiamo in discussione l’atto ora dovrebbe ricominciare tutto da capo. È dal 2013 che attendiamo. Anzi a tale proposito vorrei sapere dall’approvazione di oggi che tempi si prospettano per l’avvio dei lavori?».

Inizio lavori dicembre 2022 A rispondere ad entrambi è il tecnico delegato dal sindaco per la supervisione del progetto l’ing. Federico Nannurelli: «Per tutte le opere pubbliche esiste un iter semplificato che prevede la ratifica dell’atto di acclaramento della conferenza dei servizi. Questo non va a svilire il consiglio ma è un meccanismo dettato da leggi che prevedono una semplificazione dell’iter. Per quanto riguarda i tempi, una volta trasmessa la delibera del consiglio, entro 30 giorni partono le procedure espropriative dei terreni dei privati e l’opera partirà. Ricordo che l’opera sarà finanziata interamente con fondi Cipe e dovrebbe partire entro il mese di dicembre 2022 salvo imprevisti».

Aree da espropriare Vogliono vederci chiaro però i consiglieri sulle aree da espropriare «quante sono? Ci saranno difficoltà nell’esproprio?».  A tranquillizzare ancora una volta è Nannurelli: «Sono 20 aree da espropriare, quelle colorate in blu. In rosso sono evidenziate le aree si esproprio temporaneo che saranno ridate ai cittadini una volta conclusi i lavori. È un numero ridotto di particelle da espropriare e come indicato da Anas in conferenza dei servizi sembrerebbe che siano tutti accordi bonari. Dall’avvio del procedimento, salvo che non ci siano ricorsi ma non sembra questo il caso, si concludono in 56 giorni dall’avvio del procedimento. Anas è autorità espropriante e quindi non deve passare per il comune di terni e quindi un iter molto più snello. Credo che la questione sia abbastanza semplice mentre questa è un opera attesa da tanti anni. Ho 5-6 fascicoli di comitati che denunciavano le problematiche di quel tratto anche esposti della procura quindi penso sia ora di realizzare questo tratto». L’atto è stato approvato in commissione , ora la parola passa al consiglio.

In blu le aree da espropriare

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