di Marco Torricelli
Una rappresentanza della giunta comunale di Terni, l’ufficio di presidenza e i presidenti dei gruppi consiliari hanno incontrato lunedì il nuovo direttore generale della Asl 2, Sandro Fratini, che avrebbe detto, secondo quanto riportato dal presidente del consiglio comunale Giorgio Finocchio «che come previsto dalla delibera regionale, la sede legale della nuova Asl 2 è momentaneamente a Terni e che, rispetto ad eventuali nuove riorganizzazioni di un territorio particolarmente vasto come quello della nuova azienda (che va dall’area folignate a quella dell’orvietano) non ci sono ancora determinazioni. Per ora si è provveduto a ‘fotografare’ l’esistente, mantenendo al loro posto le dirigenze, così com’erano già insediate nella precedente organizzazione».
Momentaneamente È proprio quel «momentaneamente» che non piace molto, ma Finocchio sottolinea che la volontà del consiglio comunale è chiara: «La sede definitiva della nuova Asl 2 deve restare a Terni, per ragioni oggettive e di logica, tenendo conto del ruolo della città come secondo capoluogo di provincia dell’Umbria, per un maggior equilibrio geografico delle sedi, con l’obiettivo prioritario di organizzare i servizi ai cittadini nella maniera più efficace ed efficiente». Martedì mattina si riunirà di nuovo la conferenza dei presidenti per decidere la data della seduta del consiglio comunale, durante la quale sarà di nuovo trattato il tema della riforma sanitaria dell’Umbria, anche alla luce di quanto emerso dalle audizioni di oggi.
Problemi storici I rappresentanti del consiglio comunale hanno ricordato quelli che sono i problemi ‘storici’ dell’area ternana: dalle liste d’attesa, all’integrazione tra Asl e Azienda ospedaliera, ma hanno anche «preso atto della valutazione positiva del nuovo direttore sui due principali progetti con i quali si intende colmare il gap infrastrutturale dell’area ternana: il progetto per la Città della Salute e quello della nuova struttura ospedaliera di Narni-Amelia, a vocazione principalmente riabilitativa». Problemi che sono stati messi in risalto anche dai rappresentanti delle principali sigle sindacali, che hanno ribadito la richiesta di «tenere in considerazione il ruolo della città di Terni, nell’ambito della riforma della sanità umbra e di essere chiamati a partecipare al percorso di riorganizzazione».

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