Il teatro verdi

di Francesca Mancosu

Nuovo anno, polemiche vecchie. Dopo la fontana di piazza Tacito, che potrebbe veder presto cancellati i mosaici del Cagli, tocca al teatro Verdi, da settimane al centro di aspre contese – a distanza – fra l’assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci, Italia nostra  e l’associazione TernIdeale, sul rifacimento interno della struttura.

Discussione aperta «Vorrei chiarire una volta per tutte, dopo che sulla questione si è espresso anche il sindaco Di Girolamo, che il Comune è aperto a ogni forma di discussione e di confronto circa la sistemazione definitiva del Verdi», esordisce Ricci. «I lavori riguardano il consolidamento statico e non sono ulteriormente rimandabili, onde scongiurare il rischio di crolli. Lo dice chiaramente la relazione presentata dal Politecnico di Milano».

«Polemiche strumentali» Ogni polemica sollevata a riguardo, secondo l’assessore, è quindi meramente «strumentale», e non interferisce sul voto della delibera già approvata dalla giunta che, dopo la discussione in commissione Lavori pubblici prevista per venerdì 10 gennaio, approderà in consiglio comunale per la votazione finale. «Poi indiremo la gara, e partiranno finalmente i lavori. Se qualcuno vuole provare a bloccare tutto lo faccia, è legittimo. Ma sia pronto a prendersi le proprie responsabilità».

All’italiana, o no? Discussione aperta per il rifacimento degli interni, quindi, ma chiusura netta al progetto ventilato da Terni ideale e Italia nostra di recuperare il Verdi secondo le forme ‘all’italiana’ disegnate da Luigi Poletti nel 1840. «Chi dice di essere disposto ad investire solo in caso di restauro filologico, in realtà non ha un vero interesse a entrare nella partita. Un recupero ‘alla Poletti’ costerebbe 35 milioni di euro, quindi stiamo parlando di cifre non reperibili».

«Vogliamo un teatro» Massima disponibiità anche verso l’ipotesi progettuale presentata dall’architetto Valter Ballarini, che ha chiesto di dotare il teatro di un sistema di videocamere ad alta definizione per riprendere – e poi commercializzare – gli spettacoli. «A chi dice che Ballarini ha già proposto il suo progetto al Comune due anni fa, io rispondo che non sono mai stato interpellato a riguardo», assicura l’assessore, «ma rispedisco al mittente le accuse di chi dice – con tanto di raccolta firme (quella promossa da Terni ideale per chiedere un tavolo con cittadini ed operatori per la valutazione di altre soluzioni progettuali; ndr), che noi vorremmo farci un cine-teatro. Il Comune vuole allestire un teatro, non un cinema».

La determinazione dov’è? Ricci conferma anche la decisione di destinare 700mila euro precedentemente previsti per la riqualificazione di piazza Tacito al primo stralcio dei lavori sul Verdi, come sancito da una determinazione dirigenziale del 31 dicembre comparsa in questi giorni sull’albo pretorio online del Comune. Nessuna notizia, invece, di un’altra determinazione sull’adeguamento funzionale ed impiantistico del teatro, finalizzata alla «regolarizzazione prefinanziamento spese per studio ed approfondimenti di elevata specializzazione al dipartimento di Progettazione dell’architettura del Politecnico di Milano». Recante la data del 24 dicembre e presente nella relativa pagina del web comunale, solo fino all’8 gennaio, non è però ancora consultabile. «Non ne so niente – dice ancora l’assessore – forse non c’ero quando è stata votata, ma credo che indichi la volontà di fare ulteriori studi prima della gara».

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