Le recenti dichiarazioni dei rappresentanti di Confesercenti, Federici e Busà, hanno fatto saltare i nervi al presidente del consorzio ‘Terni in centro’ Francesco Shu che, come scrive nella nota, intende fare chiarezza sull’intera vicenda del centro commerciale naturale per la sua onorabilità e per quella del gruppo che rappresenta. Secondo lo storico commerciante di borse, l’associazione imprenditoriale avrebbe raccontato alla stampa un coacervo di menzogne e starebbe giocando la ‘partita’ del bando regionale in maniera estremamente scorretta: «Comportamenti poco seri, roba da vecchia politica, hanno copiato anche il nome del consorzio, per creare confusione tra i commercianti».

Avvio al bando Senza mezzi termini, Francesco Shu sovverte completamente la versione dei fatti fornita dai ‘concorrenti’: «Non è affatto vero che Confesercenti si sia trovata di fronte ‘pacchetti preconfezionati’. Al contrario, ha partecipato alle attività pre e post bando; ha partecipato a tutti gli incontri preparatori, tanto da essere stata la prima associazione alla quale Confcommercio Terni ha rivolto una proposta di collaborazione e di condivisione dei costi di sviluppo del progetto.  Proposta  – prosegue Shu – che Confesercenti ha rifiutato; poi la stessa associazione ha chiesto di rientrare a progetto già ampiamente elaborato a carico delle altre associazioni, cosa che è stata consentita con la stipula di un accordo sottoscritto il 22 gennaio scorso con Confcommercio, CNA e Confartigianato, a firma Federici, in cui si impegnava a collaborare, a costituire il Consorzio nella esatta forma attuale, che ora tanto vitupera, e riconosceva il lavoro effettuato».

Concorrenza sleale «Nello stesso accordo – si legge nella nota del presidente del consorzio – Confesercenti si impegnava anche a non svolgere attività concorrenziale e a non presentare altri progetti, ma pare che Italo Federici se ne sia dimenticato; tanto che stiamo valutando l’ipotesi di procedere per vie legali». Tornando alla ricostruzione dei fatti: «Confesercenti è di fatto nuovamente uscita dal progetto comune per scelta autonoma e ora sembrerebbe intenzionata a rientrare, ma nessuno glielo ha chiesto. Siccome siamo persone serie, – afferma Shu a nome di Confcommercio, Confartigianato e Cna – intendiamo tirare dritto con il nostro progetto e non esporre il fianco a ulteriori palesi tentativi di boicottaggio da parte di Confesercenti».

Trasparenza economica «Confesercenti inoltre – scrive stizzito Shu – si avventura in confronti sulla consistenza economica della quota di adesione, sostenendo che la loro proposta sarebbe più economica in quanto chiederebbero solo 150,00 euro somma che però non si sa a cosa sia finalizzata, visto che dichiarano di non saperlo nemmeno loro: la nostra proposta è solo più trasparente infatti l’importo che il Consorzio “Terni in centro” richiede agli aderenti deriva da un business plan preciso che fa parte del progetto, conforme a quanto richiesto dal bando regionale e consiste in 278 euro di quota di adesione al Consorzio e in 100 euro più iva di costo pratica. Ritengo gravemente offensiva l’insinuazione di Confesercenti che i soldi versati saranno una ‘cassa’ per il Presidente Francesco Shu, potrei esporre denuncia per diffamazione».

Tentativo di rientrare «Da ultimo – conclude Shu – devo segnalare di aver ricevuto una mail proprio da Italo Federici il 10 aprile scorso con cui mi si dichiara la disponibilità di Confesercenti a entrare nel Consorzio ma il loro uomo indicato per il direttivo non ha nemmeno i requisiti previsti dal bando regionale per farne parte: viene il dubbio che Confesercenti non abbia letto bene il bando. Tanto per essere precisi poi, sulla proroga chiesta alla Regione per la scadenza del bando, Confesercenti non ha alcun merito, è stata richiesta da Aldo Amoni presidente regionale Confcommercio sentite Lega, Confartigianato, Cna e Confesercenti regionali, che hanno tutte dato parere favorevole.

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