Foto archivio U24

Prendersi cura degli spazi cittadini che si trovano in condizioni di degrado dovuto, in particolare, ad atti di vandalismo, questo uno degli strumenti targati Arci Terni per sviluppare politiche di integrazione e di valorizzazione dei beni comuni. A ripulire muri e altri beni imbrattati saranno rifugiati e richiedenti asilo destinatari dei progetti Sprar, come previsto dall’accordo stipulato fra Palazzo Spada e l’associazione di promozione sociale, per favorire lo sviluppo di forme di aggregazione e collaborazione tra cittadini immigrati e tra gli stessi e i cittadini italiani.

Stop muri imbrattati Gli ospiti dei progetti Sprar gestiti da Arci comitato provinciale Terni si occuperanno, in collaborazione con i cittadini afferenti alle associazioni aderenti all’Arci e alle altre realtà del territorio, di momenti di ripulitura e riqualificazione di spazi cittadini che si trovano in condizione di degrado, con particolare riferimento all’imbrattamento. L’Arci si occuperà di organizzare le squadre di intervento e di incaricare un esperto di settore che seguirà gli aspetti tecnici da mettere in campo. Prevista anche l’attivazione di un Laboratorio urbano permanente, da convocarsi stabilmente a cadenza periodica, trimestrale nella fase di avvio, successivamente con cadenza semestrale e, all’occorrenza, in via straordinaria, ogniqualvolta una delle parti ne faccia espressa richiesta. «Il Laboratorio – hanno sottoscritto le parti – rappresenta non soltanto la sede per effettuare il monitoraggio sull’andamento delle attività in corso ma soprattutto il luogo delle trattative, di definizione, nell’ambito della coprogettazione, delle attività successive, manifestando esigenze e proposte».

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