La prima giornata di blocchi alla circolazione a Terni è scorsa via fra le lamentele di cittadini e commercianti. Particolarmente netta, in questo senso, la presa di posizione di Confcommercio che – dopo l’avvio del provvedimento – esprime il proprio «disappunto» per l’ordinanza e chiede al sindaco di «revocarla quanto prima».
Le critiche Al comune si contesta in sostanza di aver dato l’ok all’ennesimo – il primo risale al 2005 – provvedimento ‘spot’, a cui non corrisponde però alcuna alternativa reale, ovvero un piano complessivo della mobilità in grado di offrire una prospettiva nuova e diversa. Critiche che riguardano anche gli effetti del provvedimento sul commercio già in crisi, in un periodo ‘sensibile’ come quello delle festività natalizie, e sui cittadini penalizzati loro malgrado.
La richiesta Non a caso Confcommercio chiede all’amministrazione comunale di «informare le imprese e i cittadini sugli gli interventi che si intendono fare per affrontare concretamente il problema dell’inquinamento». Premessa all’affondo, duro: «Il fatto che le ordinanze di blocco del traffico siano atti dovuti di fronte al superamento dei limiti di legge per la qualità dell’aria – spiegano dall’associazione – non può essere usato come deresponsabilizzazione e nemmeno può tacitare la legittima preoccupazione delle imprese».
Doppio ‘no’ Un disappunto «doppio», secondo l’associazione che riunisce buona parte del commercio locale, «visto il rifiuto dell’amministrazione alla nostra proposta di anticipare la mini-sperimentazione di rimodulazione della Ztl, con una parziale apertura dalle 16 alle 21».
«Rabbia e insoddisfazione» Confcommercio ammette che «il problema dell’inquinamento dell’aria non è di facile soluzione», ma servono «investimenti e un approccio sistemico per ottenere risultati». Ovvero l’esatto opposto delle ordinanze di blocco del traffico che se, come in questo caso, coincidono con il periodo natalizio e una crisi galoppante, «rischiano solo di alimentare rabbia e insoddisfazione».
L’affondo Proprio per questo, e per l’assenza di provvedimenti di più ampio respiro, l’impressione dell’associazione – che non le manda a dire – è che «le ordinanze di blocco siano più funzionali a giustificare di fronte all’opinione pubblica l’insufficienza complessiva degli interventi, piuttosto che ad intervenire concretamente».
L’associazione Sulla stessa questione, Terni Città Futura parla di «film già visto»: «L’inganno principale – affermano dall’associazione – è far credere che misure come le targhe alterne o il blocco siano utili, quando in realtà sono solo espedienti per rispettare le normative che li prevedono e ottenere cosi fondi europei. Bisognerebbe invece mettere in campo ben altri provvedimenti, per nulla estemporanei». Per contrastare l’inquinamento, sarebbe così più utile «predisporre serie politiche per sostituire le caldaie a gasolio dei condomini, incentivare l’adeguamento degli impianti o la coibentazione degli edifici più vecchi. Avviare campagne di sensibilizzazione o misure più drastiche per contenere il funzionamento degli impianti di riscaldamento. Di tutti queste possibili misure non c’è mai stata traccia nelle varie ordinanze».
