Serve al piu’ presto un incontro con tutte le parti interessate per risolvere la questione del teatro Verdi, dopo che la Soprintendenza ha confermato un vincolo per la ristrutturazione della struttura. A chiedere il vertice è il vicesindaco del Comune di Terni Andrea Giuli.

Il vincolo Il passaggio in questione è del novembre 2015 e recita: «Trattasi di fabbricato del 1940 di notevole interesse culturale, pur tenendo conto che la parte rimasta originale dopo gli interventi di ricostruzione post bellica, è limitata al pronao ingresso, foyer e soprastanti locali di intrattenimento e rimane quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela».

Il piano precedente Durante l’ultima amministrazione di centrosinistra l’assessore Corradi aveva sviluppato una idea progettuale per un cosiddetto teatro lirico, una sorta di punto di equilibrio tra i polettiani più ortodossi e i modernisti integrali, che prevedeva una struttura da 800 posti e con una spesa tra gli 8 e i 9 milioni, previa demolizione dell’intera parte retrostante il pronao e ingresso. «A questo punto però – spiega Giuli – dobbiamo fare i conti con la nuova situazione che non è detto sia insuperabile. Qualora lo fosse, occorrerà ragionare con realismo e riunire in fretta tutti coloro che sono investiti di una responsabilità politica e tecnica per prendere una decisione. Pena, tra le altre cose, la possibile perdita di una parte di finanziamenti disponibili. Demolizione? Ristrutturazione? Adeguamento al vincolo per cui si prospetta una specie di cinema-teatro riveduto e corretto? Per questo penso sia opportuno, immediatamente dopo le festività natalizie, promuovere una sorta di ultimo confronto pubblico, assai stringente, nel quale, davanti alla città, l’amministrazione comunale, magari la stessa Soprintendenza, le associazioni e gli enti interessati, tecnici ed esperti, possano confrontarsi in via definitiva e far sentire la propria voce su una questione tanto delicata e sentita».

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