L'ospedale Santa Maria di Terni

di F.T.

Un altro caso di Tbc, questa volta confermato dagli esiti delle indagini mediche, emerge a pochi giorni di distanza da quello del professore del liceo classico, quest’ultimo in attesa dei riscontri legati agli esami batteriologici.

Il virus ha infatti colpito una donna di circa 40 anni residente nella provincia di Perugia, che lavora a Terni presso l’Inail. Al momento si trova ricoverata nella clinica di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria, dopo un periodo trascorso presso l’unità operativa di malattie dell’apparato respiratorio.

Contromisure Anche in questo caso, analogamente a quanto accaduto per il liceo Tacito, l’azienda sanitaria Usl Umbria2 si è attivata, applicando le misure previste. Sembra che la donna fosse tornata al lavoro da pochissimi giorni, dopo un lungo periodo in maternità. Un aspetto che avrebbe finito per limitare i contatti con i colleghi di lavoro, tanto che al test di Mantoux (la cosiddetta ‘tubercolina’, per accertare l’eventuale contatto con il microbatterio tubercolare) verranno sottoposte solo pochissime persone impiegate presso l’Inail.

Nessun allarme, insomma, stante i limitati contatti diretti con persone esterne all’ambito familiare e le terapie applicate con prontezza dai sanitari del nosocomio ternano. Altre notizie confortanti, per la donna e i suoi familiari, emergono in relazione allo stato di salute dei due figli: i piccoli, fortunatamente, sono risultati negativi a tutti gli esami radiografici.

Scarsa trasmissibilità Da parte degli esperti si sottolineano le scarse probabilità di trasmettere il virus, che tende a concentrarsi nelle persone anziane e immunodepresse. La maggior parte dei casi riguarda la cosiddetta Tbc ‘latente’, non contagiosa e che difficilmente evolverà in malattia. Per la tubercolosi ‘attiva’, invece, il tasso di guarigione è del 95% grazie alle terapie antibiotiche disponibili.

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