di Massimo Colonna
«Vorrei dire ai giovani che nella vita devono decidere da che parte stare: come in un gioco, se stare di qua o di là della rete. Poi però è anche vero che la vita non è un gioco, ce n’è una sola». Così Marcello Fiaschini, padre di Riccardo, il 17enne morto in un incidente stradale nel 2009 a Terni e anche responsabile ternano della onlus che mette insieme le famiglie delle vittime della strada, spiega come mai si è scelto il titolo dell’evento: ‘In gioco per la vita’.
Tanti giovani L’iniziativa è andata in scena con un torneo di pallavolo tra alcune scuole del comprensorio ternano, ossia l’istituto comprensivo di Montecastrilli, il Cesi Casagrande, il Donatelli e l’Allievi Sangallo. Ad organizzarla la polizia stradale di Terni della dirigente Katia Grenga, poi l’Aci ternano con il direttore Raffaele Ferriello, il Coni con il responsabile provinciale Moreno Rosati, la federazione di pallavolo e l’Ufficio scolastico regionale. Presente anche l’arma dei carabinieri con il comandante della compagnia di Terni Dario Allegretti.
Sport e cultura Dopo le partite di pallavolo ci sono state le premiazioni dei partecipanti e soprattutto diversi momenti dedicati all’approfondimento dei temi legati alla consapevolezza e alla sicurezza sulle strade. Il papà di Riccardo è intervenuto ricordando «l’importanza per i giovani di prendere posizione nella vita, di scegliere da che parte stare. La persona che ha causato la morte di mio figlio (morto in seguito ad un incidente stradale causato da un uomo alla guida senza patente e con valori sballati in quanto ad alcol, ndr) non rispettava le regole e ha causato dolore. Per questo è importante che i giovani siano sensibili sulle conseguenze sociali dei propri comportamenti».
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