«La passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno si colloca in un contesto etnoantropologico di notevole peculiarità per la sua valenza tecnica, paesaggistica, sociologica, tale da rappresentare unitamente al contesto immobiliare in cui è inserita un vero e proprio endemismo tecnologico, data la tecnodiversità che si concentra in quel sito industriale dismesso».

Salvare la Telfer di Papigno Queste le motivazioni contenute nella missiva inviata dal Centro studi Malfatti di Terni al presidente della repubblica Sergio Mattarella, un vero e proprio ricorso straordinario al capo dello Stato a firma del vicepresidente vicario Sergio Dotto col quale si chiede la sospensione dello smantellamento dell’opera (risalente al 1929), voluto dall’amministrazione di Palazzo Spada perché degradata e pericolante e deciso dal coordinamento amministrativo della presidenza del consiglio dei ministri.

Passerella ex elettrochimico da Terni al quirinale «La salvaguardia del manufatto – scrivono dal Centro studi Malfatti – è fondamentale per consentire di preservare la continuità organica del sito industriale al fine di consegnare alle future generazioni quanto resta di preziose strutture e macchinari dello stabilimento che l’Unesco annovera tra i maggiori al mondo. L’unicità di una struttura come la Telfer rappresenta un emblema dell’industrializzazione di Terni, la quale ha pochi eguali in Italia».