Palazzo Bazzani (foto Troccoli)

di C.F.

Presidi sotto Palazzo Bazzani per dire no all’incenerimento dei rifiuti. C’è la regia del comitato No inceneritori, che sulla delicata questione ambientale ha già trovato negli ultimi giorni la sponda massiccia del Movimento 5 stelle, dietro alla mobilitazioni messe in cantiere in concomitanza delle due conferenze servizi convocata dalla Provincia di Terni per l’inceneritore Acea e l’ex Printer, oggi Terni biomassa della Tozzi holding.

Conferenze servizi Acea ed ex Printer In particolare i due appuntamenti istituzionali erano inizialmente stati programmati per il 18 e 25 agosto ma sono poi slittati con nuova convocazione al primo e 4 settembre. Sul tavolo della conferenza servizi finirà in prima battuta la nuova istanza di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) presentata da Acea in cui, tra le altre, si chiede di poter bruciare 30 mila tonnellate in più di frazione secca dei rifiuti solidi urbani, mentre il 4 settembre all’ordine del giorno c’è il rilascio dell’Aia per l’impianto ex Printer presentata dalla Tozzi holding e su cui il Comune di Terni nei giorni scorsi ha già annunciato parere negativo.

Doppio presidio e mobilitazione La mobilitazione è in ogni caso già scattata da alcuni giorni, tanto che lo scorso 11 agosto il comitato No inceneritori si è già riunito in assemblea, appuntamento al quale hanno partecipato una quarantina di cittadini, tra cui fanno sapere dal comitato attraverso la pagina Facebook molti volti nuovi. In vista delle due conferenze dei servizi sono quindi stati indetti due presidi sotto Palazzo Bazzani, anche se non è escluso che possano essere convocate nuove manifestazioni in considerazione delle previsioni contenute nel decreto Sblocca Italia, ovvero la realizzazione di un nuovo inceneritore per l’Umbria.

Nuovo inceneritore, no delle Regione In questo senso l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini a Umbria24 ha spiegato: «Quella di cui si parla è una bozza di proposta da parte del governo, che andrà in sede tecnica ai primi di settembre ma poi dovrà passare per la Conferenza Stato-Regioni. Lì noi faremo valere la nostra posizione, che è quella scritta nel Piano regionale dei rifiuti». Un Piano aggiornato nei mesi scorsi prevedendo il no all’inceneritore e la produzione di Css da bruciare fuori regione.

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