di Fabio Toni
Dall’inizio dell’anno le centraline dell’Arpa distribuite sul territorio hanno rilevato ben 58 superamenti del livello di pm10 (polveri sottili) contro i 35 consentiti dalla legge nell’anno solare. Per questo il sindaco Di Girolamo ha firmato l’ordinanza che introduce le targhe alterne, valida fino al 31 marzo 2102. Fra i cittadini serpeggia il timore di un’ulteriore pioggia di multe, dopo quelle elevate attraverso i nuovi autovelox in via Alfonsine e viale dello Stadio.
Targhe alterne e veicoli esclusi La circolazione a targhe alterne (dispari il lunedì e pari il martedì) riguarderà i veicoli catalizzati a benzina euro 1-2-3 e diesel euro 2-3-4, sempre in base alle fasce orarie. Sono esclusi dalle limitazioni i veicoli elettrici, a gpl e a metano e quelli di pubblica utilità, riportati in maniera dettaglia nell’ordinanza.
Chi dovrà fermarsi Sempre nelle giornate di lunedì e martedì è stato deciso il blocco assoluto della circolazione dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 per le autovetture euro 0 a benzina e diesel euro 0 ed euro 1. Stesso blocco per gli autoveicoli a benzina e diesel euro 0 adibiti a trasporto merci e per i ciclomotori euro 0 e euro 1.
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Dove Le limitazioni si applicano in tutto il territorio comunale ad eccezione di Papigno, Marmore, Piediluco, Collestatte, Torreorsina, San Liberatore, Larviano, Miranda, Piefossato, parte della Val di Serra, Collelicino, La Castagna, Cecalocco Battiferro, Cesi, Poggio Azzuano, Carsulae, Collescipoli, la strada di Confini, il tratto ternano della E45 e del raccordo Orte – Terni.
Solo per i «ternani» L’ordinanza riguarderà esclusivamente gli autoveicoli il cui conducente abbia la residenza o il domicilio nel comune di Terni o nei confinanti comuni di Stroncone, Narni, Sangemini, Acquasparta, Montefrancoe e Arrone.
Occhio ai riscaldamenti Su tutt’altro fronte, il comune ricorda che è ancora in vigore l’ordinanza sull’uso degli impianti termici. Il documento stabilisce che il valore massimo della temperatura ambientale, in tutto il territorio comunale, deve essere abbassato di un grado rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale e portato quindi a 19 gradi per tutti gli edifici residenziali e a 17 per gli immobili destinati ad attività industriali o artigianali. Restano esclusi dal provvedimento ospedali, cliniche, case di cura e luoghi adibiti a ricovero o cura per anziani, minori e categorie protette

