Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

di Marta Rosati

Scongiurati i timori della vigilia, il caso mense resta aperto, ma almeno per il primo giorno di servizio la Gemos non fa passi falsi.

Gemos La ditta che si è aggiudicata, almeno temporaneamente, l’appalto del Comune di Terni per la refezione scolastica, dovrà dotarsi di un proprio centro di cottura entro tre mesi dalla stipula del contratto, attualmente interdetta dalla sospensiva imposta dal Tar dell’Umbria sulla scia del ricorso presentato dalla Eurotourist-All Foods.

Il ricorso al Tar Se dunque quello delle mense resta un caso, dai contorni anche politici, dal comitato commissari mense non possono che ammettere che «nonostante l’avvio turbolento per la ditta faentina, tutto nelle cucine sembra funzionare a meraviglia. Il primo giorno non è stato riscontrato alcun tipo di problema e anzi pare ci sia un clima di serena collaborazione tra il vecchio personale e qualche figura di aiuto giunta da Faenza, forse per il solo periodo iniziale».

Mense scolastiche a Terni Se il servizio resterà in capo alla Gemos saranno i giudici del Tar a stabilirlo e la seduta di Camera di consiglio è prevista per il prossimo 26 settembre: «Continueremo a vigilare, come sempre, sulla qualità dei pasti, la pulizia dei refettori e delle cucine – dichiarano dal Comitato commissari mense -. Il menu è rimasto invariato, ma tanto a quello ci pensa la dietista. Quel che importa è che il servizio sia garantito e all’altezza. Al primo giorno, nessuna lamentela».

@martarosati28

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