di Marta Rosati
Già assegnati dalla commissione competente di Palazzo Spada i punteggi alle offerte tecniche per l’appalto milionario della fontana di piazza Tacito. Tre le proposte pervenute agli uffici comunali per distaccare le vecchie tessere del mosaico e mettere le nuove, riprodotte secondo i cartoni dell’architetto Corrado Cagli nonché secondo le prescrizioni imposte dal dossier elaborato dalla Coobec di Spoleto in fase di studio, che concorre per la realizzazione del lavoro. In lizza anche la Cricchi s.r.l. di Rieti e la Carla Tomasi s.r.l. di Roma.
Si mette mano ai mosaici L’avvio della cosiddetta fase sei del restauro, considerati i tempi di legge, dovrebbe avvenire verso la fine di aprile, al massimo i primi giorni di maggio: a breve infatti saranno valutate le offerte economiche. Nel frattempo, mosaici a parte, l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche è concentrato anche su tutte le necessità tecnologiche del caso (fasi 4 e 5). Se Asm, come noto, ha fatto la sua parte con un finanziamento di 200 mila euro per la messa a norma degli impianti illuminotecnici, Palazzo Spada è in attesa di conoscere in quale misura intenda partecipare il Sii: la fontana monumentale di piazza Tacito necessita infatti di un sistema di ricircolo acque, depuratore, filtraggio, regolazione tempi accensione e sistema elettropompe. Per il finanziamento dei nuovi tubi in acciaio inox (di forme e misure che il sito siderurgico ternano non produce) sono in fase avanzata le trattative con Ast che ha già partecipato alle spese del pennone e che dovrebbe acquisire il materiale. Non si esclude comunque l’intervento di un altro importante sponsor. Considerato lo stato attuale delle cose Melasecche conferma il completamento dei lavori entro la primavera del 2020, al più l’estate.
