di Massimo Colonna

«C’era ancora la monarchia». E in effetti era il 18 aprile 1946: soltanto dopo il referendum del 2 e 3 giugno sarebbe entrata in vigore la Repubblica. Dunque la prima seduta della storia del consiglio comunale di Terni era proprio un’era fa. Settant’anni, per la precisione. A celebrare l’evento il presidente dell’assemblea di Palazzo Spada Giuseppe Mascio, della lista Progetto Terni, e i due vicepresidenti Michele Pennoni, in quota Pd e Federico Brizi di Forza Italia.

Il primo consiglio Molto è cambiato dunque rispetto a quella prima seduta del consiglio: il sindaco era Comunardo Morelli, c’era ancora la monarchia, si trattava della prima assemblea eletta con il voto delle donne. «Gli strumenti della partecipazione cittadina alla vita politica – ha spiegato Mascio – da quei giorni sono evidentemente molto cambiati. Basti pensare anche al fatto di come sono diminuiti i consiglieri, che oggi sono scesi fino a 32. Ma debbo dire che i cittadini ternani oggi riconoscono il consiglio comunale come un punto di riferimento».

La casa dei ternani «Il consiglio comunale – ha spiegato Pennoni – può essere considerato la casa dei ternani soprattutto in questo particolare momento storico per la rappresentanza politica. Nel corso degli anni infatti sono venuti a mancare alcuni organi che facevano da filtro tra politica e cittadini, come le circoscrizioni e le Province per esempio. Ecco dunque che il consiglio ha un compito ancora più importante perché deve rappresentare le istanze dei cittadini con il proprio lavoro di confronto con la giunta comunale».

La responsabilità «I consiglieri oggi – ha sostenuto Brizi – hanno una grande responsabilità nei confronti dei cittadini ternani perché devono sentirsi sempre più vicini alle problematicità che si incontrano anche nella vita di tutti i giorni. Per questo il compito dei rappresentanti dei vari partiti politici in consiglio è quello di essere sempre attenti alle istanze della popolazione per poi arrivare ad una sintesi che passi poi sui banchi della giunta del sindaco».

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