di M.T.
Umbria Mobilità, la sua travagliata transizione e gli aumenti dei prezzi dei biglietti, continuano a far discutere. Il circolo Sel di Terni non usa mezzi termini e, tanto per cominciare, chiede che al comune di revocare la delibera che ha sancito l’incremento tariffario.
Il dubbio Un’amministrazione vicina ai cittadini, che vuole avviare processi di crescita e cambiamenti culturali della propria città, deve avere l’obiettivo di disincentivare l’uso dell’auto privata, sia per abbattere l’inquinamento che per permettere una migliore fruibilità della città. Forse, chiede polemicamente Sel, «le istituzioni devono fare il ‘lavoro sporco’ per favorire la vendita ai privati?»
Il metodo «Una decisione così importante – dice Sel – è stata assunta senza il coinvolgimento del consiglio comunale, né delle parti sociali rappresentanti degli utenti e a questo proposito crediamo sia tempo che la regione dell’Umbria si doti di una moderna e funzionale legge sulla partecipazione, che preveda, per tutte le istituzioni, l’insieme delle procedure da attivare e le occasioni in cui sia necessario per un ampio coinvolgimento della società umbra».
Il merito «L’aumento del 30% del costo del biglietto ordinario e quello degli abbonamenti – a giudizio di Sel -rischia di scoraggiare l’uso del trasporto pubblico. Questo provvedimento, infatti, si somma a scelte attuate negli ultimi anni che hanno comportato l’eliminazione di alcune corsie preferenziali, alla vetustà degli autobus impegnati nel ternano (è abbastanza frequente incontrare mezzi di Umbria Mobilità bloccati lungo le strade durante il servizio), nonché alla cattiva abitudine dei cittadini ternani all’uso eccessivo dell’auto privata. Ci sembra velleitario anche il proposito di far cassa per riequilibrare i conti di UM, perché il rischio è che alla fine diminuiscano, appunto, gli utenti».
Le proposte Secondo Sel «andrebbero utilizzate meglio le risorse umane a disposizione perché, insieme ad eventuali soluzioni tecnologiche, si possa meglio combattere l’alto tasso di evasione del pagamento soprattutto nelle tratte urbane come avviene nei paesi dell’Europa più evoluta. Un maggior controllo a bordo, permetterebbe inoltre la sperimentazione di tariffe legate all’effettiva percorrenza».
La richiesta Intanto «la discussa delibera dovrebbe essere revocata, per attivare un veloce ma intenso confronto con con tutte le parti coinvolte per verificare ulteriori proposte e diluito l’eventuale aumento che si riterrà necessario nel triennio 2013/2015, con l’istituzione di una nuova tariffa di 70 centesimi per 30 minuti di corsa».
TernIdeale Sul ‘caro biglietti’ dei bus a Terni interviene anche l’associazione TernIdeale: «Secondo quanto riferisce il Pra, il parco bus circolante a Perugia è molto meno inquinante del parco bus circolante a Terni, dove oltre il 53% dei mezzi è immatricolato Euro0. Crediamo che i ternani sarebbero ben felici di sostenere un aumento così ingente del costo del biglietto se potessero utilizzare servizi di mobilità integrata rispettosa dell’ambiente. Ma della metropolitana di superficie Terni – Cesi non si sa più niente; navette elettriche non se ne vedono; i bus che da Terni vanno verso comuni periferici sono ancora alimentati con motori tradizionali».
