Francesca Malafoglia

di M. To.

Si chiama ‘progetto regionale di vita indipendente’ e, detto così, sembra solo uno slogan. Ma per chi quella indipendenza non ha l’opportunità di sperimentarla è ben altro. Praticamente è tutto.

Unica realtà regionale E il fatto che, dice il vice sindaco, Francesca Malafoglia, «la Regione e il governo abbiano deciso di finanziare, proprio a Terni, l’unico progetto dell’Umbria che doterà la città di strumenti idonei a consentire che questo avvenga, ci permette di essere un punto di riferimento regionale, un vero e proprio laboratorio di sperimentazione».

I fondi La dotazione economomica complessiva, spiega Andrea Tonucci, presidente del Centro per l’autonomia umbro, «sarà di 100 mila euro, 80 mila di provenienza regionale e 20 mila statali, dopo che la Regione ha scelto il nostro progetto per la sperimentazione di un progetto che permetta la completa implementazione dei vari servizi che si svolgono sul territorio e per la realizzazione di nuovi».

Gli interventi Con questo progetto, dice il vice sindaco Francesca Malafoglia, il Comune di terni si pone l’obiettivo di andare ben oltre le pur giuste istanze che premono per l’affermazione della così detta ‘assistenza indiretta’, perché noi vogliamo puntare con decisione sull’affermazione di un’autentica possibilità di vita indipendente per tutti coloro che, per motivi diversi, non sono oggi in condizione di vederla garantita».

Cosa si farà Il primo obiettivo sarà quello, spiega Tonucci, «di mettere a sistema tutti gli interventi, spesso frammentari e suddivisi in vari livelli che a volte nemmeno dialogano tra loro. Questo, grazie al coinvogimento di quanti hanno lavorato ai tavoli di ‘Agenda 22’ (la metodologia internazionale di programmazione delle politiche per la disabilità che si rifà ai principi delle Regole standard per l’eguaglianza di opportunità per le persone con disabilità delle Nazioni Unite del 1993; ndr) ci fornirà una buona base di partenza».

Prestazioni e risultati La possibilità di dar vita a questa iniziativa, secondo Malafoglia, «oltre che motivo di orgoglio e grande soddisfazione, per noi rappresenta anche una grande stimolo, perché finalmente avremo la possibilità, grazie alla grande esperienza che il Centro per l’autonomia può garantire, di dar vita ad un progetto che a fronte di prestazioni certe, può garantire il raggiungimento di risultati che fino ad oggi potevano solo essere auspicati e per far questo si darà vita ad un’agenzia che avrà il compito di coordinare il tutto».

L’agenzia Lavorerà «al perfezionamento di quello che definiamo ‘empowerment della persona‘, cioè alla raccolta e divulgazion di informazioni in merito ai servizi territoriali e ai temi dispecifico interesse per le persone con disabilità, alle loro famiglie e agli operatori dei servizi; oltre alla realizzazione di un autentico percorso per realizzare la vita indipendente; ma anche a quello che definiamo ‘empowerment comunitario‘, cioè promuovere la crescita della cultura della solidarietà, la promozione di nuove iniziative della rete associativa e il rafforzamento di quelle esistenti, la realizzazione di specifiche iniziative, l’avvio e lo sviluppo di interazioni tra le realtà associative e tra queste e gli attori sociali del territorio».

L’esempio Un primo esempio di applicazione sarà proprio questo: un’applicazione. «Metteremo a punto un programma, che potrà essere usato si qualsiasi device – spiega Andrea Tonucci – che permetterà a tutte le persone con disabilità di sapere con precisione quali edifici sono ad esse accessibili e fino a che punto lo sono in base alla loro specifica condizione. Non ci saranno più soprese, né blocchi peventivi per nessuno, insomma».

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