La scuola 'Cardeto'

di Marco Torricelli

Lista di attesa. Così i bambini si abituano a quello che li aspetta quando saranno grandi. I genitori li hanno iscritti alle scuole per l’infanzia, ma non c’è posto per tutti e, quindi, esauriti quelli disponibili, molti dei piccoli sono finiti, appunto, nelle liste di attesa.

I criteri Per determinare quali bambini possono essere iscritti ad una determinata scuola esiste una tabella che stabilisce un punteggio un base  diversi parametri: tra gli altri l’età, la residenza in una fascia più o meno vicina all’istituto, la presenza di fratelli o sorelle nella stessa scuola, la vicinanza con il luogo di lavoro dei genitori e, addirittura la vicinanza con le residenze dei nonni.

Residenti in aumento Il problema, denuncia Roberto Mostarda a nome di molti genitori che vivono nelle zone di Cardeto e Zona Fiori – «che, in questi ultimi anni, hanno subìto un elevatissimo sviluppo di edilizia residenziale, non adeguatamente supportato però dalle relative opere pubbliche dedicate ai servizi istituzionali ai cittadini» – è che l’incremento dei residenti ha provocato le ovvie crescenti richieste di iscrizione presso le scuole dell’infanzia ‘Cardeto’ e ‘Radice’, con il conseguente allungamento delle liste di attesa, alle quali peraltro si era già abituati».

Iscrizione sì, ma altrove In sostanza succede questo, spiega Mostarda: «La direzione didattica ovviamente accetta le iscrizioni dei bambini, ma poi, proprio sulla base dei criteri di selezione, riempie le classi e per chi resta fuori, il lista di attesa, appunto, c’è una sola possibilità,. che è rappresentata dal passaggio dei bambini ad altre scuole, più o meno lontane da casa o dai luoghi di lavoro di noi genitori, con evidenti disagi per tutti». Suo figlio, per esempio, «dovrebbe frequentare la scuola ‘Valle Verde, decisamente fuori mano, per lui e per noi genitori».

La richiesta I genitori, ai quali «il personale scolastico ha dato la propria solidarietà, ma ha anche spiegato di non avere alcun potere decisionale», hanno allora pensato di rivolgersi al Comune, «scrivendo una lettera  ai servizi educativi, agli uffici che si occupano della gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare e a quelli a cui sono demandate le attività Finanziarie» nella quale chiedono «se sia possibile valutare l’opportunità di realizzare, in pertinente economia di spesa, un’altra classe con relativi servizi igienici annessi che possa contenere almeno 25 bambini e con gli opportuni tempi a disposizione, cioè prima della riapertura di settembre, nella scuola ‘Cardeto’, in modo da poter assorbire le lunghe liste dei bambini rimasti in attesa, di trovare collocazione nei posti tra quelli richiesti o in ulteriori spettanti di diritto in altre strutture pubbliche di zona, ma ancora inesistenti, sopperendo così, in parte, alla annosa carenza generale di posti».

Lavori facili La classe aggiuntiva, peraltro, «sarebbe di facile realizzazione – dice Roberto Mostarda – perché in un’angolo della scuola sono già in piedi due pareti in muratura e sarebbe sufficiente, ovviamente sulla base di un adeguato progetto, tirarne su altre due e coprire il tutto». La richiesta, spiega è stata concordata con «numerose ed eguali istanze di tanti altri genitori avanzate presso la direzione didattica Aldo Moro, con i quali ho potuto condividere tale urgente esigenza».

Nessuna risposta Alla richiesta, però, «non è stata data nessuna risposta e questo è l’aspetto che ci lascia maggiormente perplessi – dice il genitore che si è fatto promotore dell’iniziativa – perché riteniamo doveroso che, almeno, ci si dica, nel caso in cui non si voglia prendere nessun provvedimento, per quale motivazione lo si fa. Invece niente. Ma noi siamo intenzionati ad insistere».

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