di Massimo Colonna
Una parte delle opposizioni chiede l’arrivo del commissario in Comune per risolvere la questione economica, ma arriva subito il muro alzato dal sindaco che parla di «richiesta irresponsabile». Si alza lo scontro politico a Palazzo Spada dopo che lo stesso primo cittadino Leopoldo Di Girolamo ha annunciato la volontà della giunta di avviare il piano di pluriennale di rientro economico.
Parlano sindaco e assessore La presa di posizione del sindaco e dell’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi arriva nella serata di martedì. «La richiesta di commissariamento del Comune è un atto irresponsabile. Una parte dell’opposizione non ha alcun senso di governo sulla vicenda del piano di riequilibrio dei conti. Il piano di riequilibrio, compreso l’accertamento dei debiti fuori bilancio, è un atto di responsabilità che guarda al futuro. Affossarlo ancora prima di entrare nel merito della vicenda, senza aver visto le carte, è un atto di irresponsabilità. E’ il ribadire di non essere forza di governo, di non aver capacità amministrativa».
I conti e l’attacco ai grillini Nei suoi ultimi interventi pubblici il sindaco ha dichiarato che la cifra da inserire nel piano non è ancora chiara visto che i dirigenti stanno ancora finendo la ricognizione dei debiti di ogni settore. Anche se una prima stima del primo cittadino parla di 3 milioni e mezzo di disavanzo. «Noi non minimizziamo la situazione finanziaria, riteniamo però – proseguono il sindaco e l’assessore – che possa essere affrontata utilizzando il piano pluriennale di riequilibrio che è una procedura prevista dalla legge. A tutt’oggi non ci sono elementi che giustifichino il commissariamento. L’arrivo di un commissario non avviene per i desiderata di qualcuno, ma per una procedura amministrativa ben precisa». I due esponenti di Palazzo Spada poi attaccano direttamente il Movimento Cinque Stelle. «Registriamo anche in questo caso che in una parte dell’opposizione ci sia una grande ignoranza su contenuti e procedure, trovando così conferma alla parole del sindaco di Parma, che ha parlato di arrivisti ignoranti».
Le cifre «Ora non è il momento di azzardare cifre. L’esatto ammontare dei debiti fuori bilancio sarà definito quando sarà completata l’istruttoria tecnica da parte delle direzioni competenti. Noi porteremo questa ricognizione, con tutte le carte, in consiglio comunale, in una ottica di totale trasparenza. Noi ci assumiamo tutte le responsabilità del caso, non giochiamo allo sfascio, ci assumiamo responsabilità politica e amministrativa di una operazione che vuole dare un futuro all’ente. Il nostro obiettivo è quello di un sano, proficuo, definitivo riequilibrio di bilancio».
Chi vuole il commissario Il dibattito si è aperto già durante la seduta del consiglio comunale di lunedì pomeriggio ed è proseguito martedì mattina anche con la conferenza organizzata dal Movimento Cinque Stelle e dalle liste civiche ‘I Love Terni’ di Enrico Melasecche e ‘Il Cammello’ di Franco Todini. «Serve al più presto l’arrivo del commissario prefettizio – ha scritto in una nota Cecconi, capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale – perché chi ha provocato il danno non può e non deve gestire l’emergenza conseguente. Per questo ho chiesto in consiglio comunale e ribadisco che sindaco e giunta devono andare a casa ed è necessario e urgente l’arrivo di un commissario prefettizio. L’entità della situazione debitoria reale, sicuramente superiore alle cifre che sono finora trapelate, continua ad essere tenuta nascosta. E tanto basterebbe. Ma, soprattutto, a rendere completamente inaffidabile Di Girolamo, il suo assessore al bilancio e l’intera compagine di governo, è la menzogna consapevole a cui sono ricorsi finora. Di Girolamo e i suoi conoscevano perfettamente i debiti milionari nei confronti delle proprie partecipate e nei confronti dei fornitori».
5Stelle, Melasecche, Todini e Crescimbeni Quelli di Cecconi sono più o meno gli tessi temi rilanciati anche dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle e da Enrico Melasecche nella conferenza relativa all’esposto presentato in procura su presunti debiti fuori bilancio. «Non c’è una soluzione politica a questa vicenda – ha spiegato la consigliera del M5s Angelica Trenta – soprattutto perché non riusciamo ad avere le carte che i dirigenti comunali ci negano. Per questo è necessario un commissario che faccia chiarezza». «Ora basta non si può più scherzare – ha spiegato Melasecche – da oggi in poi per ogni passaggio poco chiaro presenteremo un atto formale. Il commissario prefettizio alzerà le tasse? E perché il Pd cosa farà nei prossimi anni?». «Le dichiarazioni programmatiche del sindaco prive di progettualità, senza una sola idea nuova – spiega il consigliere del gruppo misto Paolo Crescimbeni – sono state la pietra tombale di una gestione amministrativa male iniziata e destinata a fare il peggio per la città se non si conclude al più presto. Milioni di debiti fuori bilancio sono un sintomo inequivocabile. Con il predissesto, se venisse approvato, i debiti creati dal malgoverno del Pd e soci saranno pagati con i beni di tutti i cittadini. Sarebbe un furto legalizzato. Paghi chi ha sbagliato. Di Girolamo, se vuole il bene di questa città, faccia un passo indietro: Terni è allo stremo e non ha più tempo per attendere un agonizzante piano di risanamento».
Forza Italia «Nei prossimi giorni – scrive Raffaele Nevi, capogruppo regionale di Forza Italia – verificheremo che la giunta regionale rispetti le leggi e si attenga al mandato del consiglio regionale. Vigileremo affinché non ci sia una sorta di ‘soccorso rosso’ al ‘compagno’ Di Girolamo, a cominciare dall’utilizzazione del tesoretto accumulato grazie all’aumento dei canoni idroelettrici provenienti per il 90 per cento dalla Erg, che ammonta a circa cinque milioni di euro all’anno. Questi soldi non possono essere spesi per ripianare il bilancio del Comune ma occorre destinarli ad investimenti come prevede la legge». «Come Forza Italia – spiega Francesco Ferranti, capogruppo in Comune – abbiamo chiesto che il debito presumibile con All Food venga approfondito e certificato in consiglio comunale. Riteniamo fallimentare la gestione finanziaria, contabile e politica del Pd ternano. La procura della Repubblica saprà a nostro parere in autonomia valutare se esistono i termini per intervenire in questa vicenda come in altre».
Il partito socialista Sul caso interviene anche il partito dei Socialisti Umbri invitano «l’amministrazione di Terni a prendere atto della crisi e ad un confronto serio sulla città». «La situazione – si legge in una nota sottoscritta dal segretario regionale Silvano Rometti e da quello provinciale di Terni Evasio Gialletti – è molto seria e soprattutto si va facendo sempre più grave. Terni è ormai una città in gravissima difficoltà. Chiediamo a Di Girolamo se non sia il caso di ratificare quella che ormai è una crisi vera e propria e irreversibile all’interno della maggioranza e che come tale andrebbe affrontata. Il Partito Socialista ha sostenuto il sindaco di Terni e sostiene tante amministrazioni di centrosinistra in questa regione, per sua collocazione storica e politica, ma non intende più rimanere ancorato a posizioni ideologiche che non tengano conto delle reali priorità dei cittadini ternani. Se tale situazione di impasse amministrativo continuerà i socialisti annunciano che non si presteranno a soluzioni precostituite: Terni ha bisogno di idee concrete e di una amministrazione che sappia affrontare i problemi con capacità e rapidità e la nostra attenzione sarà rivolta a quelle forze che sapranno anteporre il bene di Terni ad interessi di parte».
@tulhaidetto
