I sindacati non fanno passi indietro rispetto alla «rottura delle relazioni con il Comune» annunciata nei giorni scorsi. Non si placano così le polemiche con palazzo Spada e con il sindaco in particolare, dopo che lo scontro si è acceso sul caso dei nuovi staff per gli assessori.
Scontro ancora aperto «Considerare la nostra polemica ‘spropositata e fuorviante’ – spiegano in una nota Cgil Fp Umbria, Cisl Fp Umbria, Uil Fpl, Csa e Usb Pubblico impiego – è indubbiamente un non voler ascoltare la voce dei lavoratori che il sindacato rappresenta. Forse sfugge al sindaco che dopo mesi di continue richieste sulla partecipazione e condivisione delle scelte organizzative di questo ente, nessuno ha dato mai risposte chiare e concrete ma sempre evanescenti. Lo stesso sindaco ci comunica a mezzo stampa che ancora dobbiamo attendere qualche settimana per poter conoscere il modello organizzativo, dopo nove mesi di insediamento della nuova giunta».
Nessuna risposta «Ancora oggi – prosegue la nota – non abbiamo avuto risposte alle diverse domande avanzate nei vari tavoli. Per esempio sui compiti degli uffici di staff, visto che devono per legge svolgere incarichi di controllo politico, e se la loro costituzione avrà ricadute sulla ripartizione del Fondo della Produttività. Come pensa l’amministrazione di garantire la qualità delle prestazioni svolte ora dai dipendenti che andranno a comporre gli staff, senza creare ulteriori carichi di lavoro ai colleghi presenti nei medesimi uffici?»
Le proposte «Le nostre proposte intanto sono state completamente ignorate, come l’esternalizzazione della gestione delle multe effettuate dagli agenti di polizia all’Usi, l’attuazione dei Piani di miglioramento, la gestione dell’istituto Briccialdi, il pagamento di affitti dei centri diurni per i disabili pur avendo disponibilità di sedi comunali, la riduzione della qualità di alcuni servizi nonostante l’aumento costante delle tasse pagate dai cittadini».
Basta aumento fiscale Sulla dinamiche comunali interviene anche Gino Venturi, segretario provinciale della Uil Fpl. «Basta con i tagli ai servizi e con l’aumento della pressione fiscale locale, si tratta invece di aggredire gli elevanti costi della politica, i privilegi, le disfunzioni e gli sprechi. Anche a livello locale. Chiediamo ai Comuni di concertare una spending review locale, per individuare effettivamente la spesa improduttiva, ad iniziare dai cosiddetti costi della politica, che non sono soltanto le indennità di sindaci o assessori, gettoni di presenza dei consiglieri, ma anche incarichi e consulenze di parte corrente, il personale fiduciario di sindaco e assessori, il personale non contrattualizzato, la razionalizzazione dei costi attraverso le procedure informatiche».
