C’è tempo fino al 31 ottobre per fare domanda e gli sgravi possono raggiungere anche il 70% sul costo della bolletta, per le circa mille utenze con redditi molto bassi e famiglie numerose. Il Servizio idrico integrato, l’Ambito territoriale numero 4 e la Consulta dei consumatori invitano i cittadini a presentare l’istanza per gli sconti approfittando del mese abbondante che resta a diposizione.

Servizio idrico «Chi ha Isee fino a 6.500 euro – spiegano – può godere, se si tratta di famiglie numerose, di contributi fino ad oltre 300 euro, con percentuali di sgravi molto superiori a quelle previste per altri tipi di utenze come luce e gas. Anche  lo scorso anno – dicono Sii, Ati e Consulta – erano state quasi mille le utenze particolarmente deboli che avevano potuto usufruire degli sgravi massimi sulla bolletta. Riteniamo che anche quest’anno si possano ripetere gli stessi risultati, anzi, vista la crisi perdurante, potremmo anche registrare una crescita, il dato finale comunque si vedrà a consuntivo».

Fud Il Fondo utenze deboli prevede per la tipologia domestico-sociale la copertura del 70% dei costi delle bollette per nuclei con Isee fino a 8mila euro. La copertura del 35% dei costi è prevista invece per Isee da 8.001 a 10.500 euro, mentre per chi ha Isee da 10.501 fino a 12mila euro la copertura è del 20%. «Le domande ammesse l’anno scorso – ricordano dal Sii – furono 1.409, due anni fa ne furono accolte invece 1.429 per 4.385 persone coinvolte».

Sconto in bolletta La scadenza per presentare domanda di accesso al Fondo da 150 mila euro è fissata al 31 ottobre: «Raccomandiamo agli interessati – puntualizzano – di utilizzare al meglio il tempo ancora a disposizione. È un aiuto concreto e importante considerando sia le risorse disponibili che il bene prezioso che è l’acqua. Sono circa 1.600 le potenziali utenze interessate e ci piacerebbe accogliere il 100% delle domande». La richiesta per aderire è reperibile sul sito www.siiato2.it, su suwww.ati4umbria.it, ai front office Sii, alle associazioni dei consumatori (Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Cittadinanza attiva, Lega dei consumatori), all’Ati, agli uffici di cittadinanza dei Comuni e nei Comuni stessi, agli uffici protocollo».

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