di Francesca Mancosu
Libertà. Amore. Condivisione. Lavoro. Legge 194. Sono solo alcune delle 18 parole scandite nell’aria gelida in piazza della Repubblica, giusto davanti alla biblioteca comunale, dalle tante persone che lunedì pomeriggio hanno aderito allo sciopero delle donne, manifestazione nazionale contro il femminicidio indetta in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e promossa a Terni dall’associazione ‘Terni donne’.
Più attenzione da parte delle istituzioni Una accanto all’altra, vestite di nero, ma con indosso guanti, cappelli o sciarpe di colore rosso, a richiamare l’attenzione contro le misure previste dal cosiddetto ‘decreto contro il femminicidio’ recentemente varate dal governo Letta, ritenute da più parti inadeguate a contrastare la violenza maschile contro le donne e sono ben lontane dal dare attuazione alla Convenzione di Istanbul. E a chiedere di più. Più peso politico, più attenzione a temi come il diritto alla maternità e al lavoro. A livello nazionale, certo, ma pure a livello locale. Specie nel giorno in cui arriva la notizia che i centri antiviolenza di Perugia e Terni apriranno a gennaio insieme a cinque punti di ascolto sparsi per la regione, dopo la conclusione dei corsi di formazione degli operatori due settimane fa.
«Il centro antiviolenza diventerà un servizio comunale» In attesa dell’inizio delle attività dei centri, su quello di Terni fa luce l’assessore alle Politiche sociali Stefano Bucari, che ne assicura il funzionamento anche dopo la fine dei fondi previsti dal bando ministeriale, vale a dire fra due anni. «Ci siamo impegnati a trovare le risorse necessarie a garantirne l’apertura anche dopo quella data: la partecipazione al progetto è stata fortemente voluta dai comuni di Terni e Perugia, con la consapevolezza che vada sostenuto nel lungo periodo. Alla scadenza del bando, il servizio diventerà ‘comunale’ a tutti gli effetti e sarà mantenuto con il sostegno economico dell’amministrazione, linee di finanziamento concesse dalla Regione e altre reperite attraverso la legge nazionale sul femminicidio».
E la Casa delle donne? Buone nuove, pare, anche sul versante della Casa delle donne, che dopo numerosi rinvii sembra essere finalmente prossima all’inaugurazione. « Il Comune di Terni la istituirà formalmente entro la fine dell’anno – assicura l’’assessore alle Pari opportunità Daniela Tedeschi – individuando il luogo e sottoscrivendo l’accordo con l’associazione che gestirà questo servizio, punto di incontro e confronto per le donne e non solo. A tal fine, per velocizzare i tempi, abbiamo già avviato l’iter in Giunta».
