di Re.Te.
Per i dati ufficiali, o almeno per un commento delle associazioni di categoria, bisognerà aspettare almeno fino a lunedì, ma una prima valutazione sulla giornata inaugurale dei saldi estivi si può abbozzare. Come sempre i commenti sono diversi, ma, insomma: salti di gioia se ne fanno pochi.
Dinamismo «Movimento ce n’è stato – dice Giacomo, che lavora in un negozio del centro – ma a parte i nostri clienti storici, che magari avevano già in mente cosa comprare ed hanno preferito evitare sorprese, acquistando subito; molte persone sono entrate, hanno chiesto e, magari, anche provato alcuni capi, ma senza comprare. Qualcuno tornerà, come sempre e altri no. Ma fa parte del gioco». Rispetto al passato, però «mi sembra di poter dire che un certo dinamismo in più ci sia».
I prezzi Luisa vende scarpe e non è d’accordo: «Non è stata una gran giornata inaugurale – dice mentre cerca di rimettere in ordine un mucchio di scatole – e, rispetto ai saldi invernali, mi sembra di poter dire che, oltre ad aver incassato di meno, abbiamo anche registrato un afflusso più modesto». La verità, secondo lei è che «la concorrenza è sempre più spietata» e non parla solo dei ‘soliti’ cinesi: «Le ‘catene’ in franchising e le rivendite di scarpe in mano a potenti grossisti, che spesso rimettono in circolazione stock provenienti da fallimenti, ci mettono in difficoltà e la gente, ovviamente, ne approfitta».
I clienti «Io ho preso un paio di cose – dice Federica, appena uscita da un negozio con una grossa borsa – che tenevo d’occhio da tempo. Ho speso 200 euro invece di 370 e sono contenta. Però – fa notare – ho anche visto, sugli scaffali, dei ‘capi’ mai visti in questo negozio e, almeno è una mia impressione, di qualità non elevata. Non vorrei che anche i negozi migliori prendessero l’abitudine di approfittare dei saldi per mettere in circolazione roba scadente». Mentre Francesco, pure lui con borse e borsette, spiega che «bisogna farsi furbi: io mi ero segnato i prezzi, un mesetto fa, di alcune cose che mi piacevano e sapevo già quanto avrei speso comprandole a prezzi di saldo. In dieci minuti ho fatto tutto e sono proprio contento». Tutti e due, però, confermano l’impressione dei commercianti: «Non ho fatto nessuna fila», dice Federica e Francesco conferma: «Le commesse, quando sono entrato, erano sedute e il negozio semivuoto».
Le iniziative Ad essere contenta, invece, è Marta, che ha registrato «ottimo afflusso e, sinceramente, buoni affari. La gran parte delle nostre clienti erano state informate, con degli sms e delle mail, sulle principali offerte che avevamo predisposto e, molte di loro, erano passate a dare un’occhiata già nei giorni precedenti. Così sono venute sapendo già cosa cercare». Ma così non si aggira la norma? «Direi di no – spiega – perché noi non siamo tra quelli che fanno i saldi mascherati: qui da noi, fino a venerdì sera, i prezzi erano quelli veri, ma ci si permetterà, almeno, di fare una piccola cortesia, informandole, alle nostre clienti più fedeli?».
Shopping night Grande movimento, in serata, per la ‘shopping night’, promossa da Confcommercio, con i negozi aperti fino a mezzanotte: «Ecco, sì, il movimento – ringhia Andrea, che domenica mattina non ha ancora smaltito la rabbia – è stata l’unica cosa che si è vista. Saranno stati contenti i proprietari dei bar, ma io, stamattina, sono qui, in negozio, a rimettere a posto magliette, gonne e costumi (tra l’altro si è accorto che un paio di t-shirt hanno ‘preso il volo’; ndr), mentre di scontrini ne abbiamo fatti pochi, meno dello scorso anno».
La polemica La giornata prefestiva e il clima non hanno certamente aiutato: «Ma questa è una giustificazione che tiene solo in parte – dice Emanuele – perché se ragioniamo così dovremmo far iniziare i saldi quindici giorni prima e non mi pare proprio il caso». Lui ‘veste’ uomini e donne e accusa: «C’è troppa gente che fa la furba». Prego? «Ma sì, lo sappiamo tutti: i saldi sono iniziati sabato, ma già la settimana scorsa c’era chi vendeva a prezzi stracciati ai clienti abituali. Che, poi, non hanno nessun bisogno di fare le corse, con il caldo, per girare nei negozi. E, infatti, sabato un sacco di gente se n’è andata al mare. Tanto quello che gli serviva lo aveva già comprato».
