di F.T.
Il primo intervento di questo tipo compiuto in Europa, il secondo al mondo. La soddisfazione, all’ospedale Santa Maria di Terni, è palpabile. In seguito all’operazione – complessa e rischiosa – il paziente, un 31 enne di Fabriano, è stato dimesso dopo soli tre giorni di degenza e in ottime condizioni di salute.
La tecnica L’intervento mini invasivo per la rimozione di un raro tumore extra surrenalico con tecnica robotica è stato compiuto dal professor Ettore Mearini (direttore della chirurgia generale e della struttura complessa interaziendale di chirurgica urologica andrologica, ndr) e dal suo staff. «L’unico intervento analogo – spiega il luminare – era stato compiuto negli Usa nel 2010. La tecnica mini invasiva robot-assistita ha mostrato tutti i suoi vantaggi, in primis la possibilità di vedere fin nel dettaglio e in tre dimensioni, tutti i piccoli vasi connessi al tumore e le stesse fibre nervose».
I vantaggi Il tutto a vantaggio del paziente: «questo tipo di tumore benigno può determinare crisi ipertensive anche mortali. Il trattamento chirurgico è generalmente complesso e difficoltoso. In questo caso la nepolasia era adiacente l’aorta sottorenale, con tutti i rischi del caso». Dopo 12 ore in terapia intensiva e tre giorni complessivi di degenza, il giovane è tornato a casa. «Con le tecniche tradizionali – spiega il professor Mearini – avremmo avuto una cicatrice enorme e il paziente si sarebbe dovuto fermare per almeno due mesi. Grazie all’innovativa strategica chirurgica adottata, il paziente è stato dimesso in tempi record, senza cicatrici evidenti e senza danni alla fertilità».
Cinque milioni per le tecnologie Oltre a fare i complimenti all’equipe medica del professor Mearini, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, sottolinea «l’importanza di avere a disposizione risorse umane eccellenti e strumentazioni d’avanguardia. Sul primo aspetto – aggiunge Casciari – il nostro ospedale non teme confronti. Sul secondo c’è ancora da lavorare e saranno fondamentali i quasi 5 milioni di euro che il fondo ministeriale ha assegnato alla struttura di Terni per le tecnologie». Una somma con cui sarà possibile acquistare un acceleratore lineare, un angiografo digitale e altri strumenti di fondamentale importanza. Dal direttore anche un breve cenno alla vicenda Pet-Tac: «a metà luglio partiranno i lavori e pensiamo che il tutto possa entrare in funzione a settembre».
