di Marta Rosati
Cantiere aperto e parco incolto, Villa Palma appare in totale stato di abbandono. La proprietà della Spoleto crediti e servizi già per larga parte deteriorata e stressata da lunghe e intricate vicende, è risalita all’attenzione della prima commissione consiliare mercoledì mattina. L’organismo è intenzionato a riprendere in mano il caso per evitare che l’immobile subisca nuovi crolli; la volontà è quella di elaborare, per quanto possibile, linee d’indirizzo per il recupero, «ma prima le carte».
Prima commissione Il presidente Faliero Chiappini ha comunicato ai commissari che invierà, agli uffici competenti e all’assessore, una richiesta urgente di atti formali riguardanti il caso Villa Palma, in particolare l commissione vuole ottenere la nota sulla procedura di liquidazione in corso, il file del progetto di riqualificazione che sarebbe ormai datato con relativa revisione e documenti che evidenzino il rapporto tra il Comune, la proprietà e la Soprintendenza.
Il sopralluogo del gennaio scorso: fotogallery
Human health foundation Il consigliere Pd Renato Bartolini: «Rispetto al tema, ricordo che la proprietà si era impegnata a creare laboratori di ricerca internazionale (l’interessata era la Human health foundation) e l’intervento edilizio, approvato in consiglio era subordinato a quello; ad oggi, venuto meno l’interesse pubblico sulla Villa dovrebbe venir meno tutto quello che è stato concesso alla proprietà. Serve un incontro col liquidatore o con chiunque rappresenti la proprietà e sarebbe altrettanto opportuno avere l’assessore all’urbanistica, dispiace che sia assente».
Villa Palma Anche Enrico Melasecche di I love Terni ricalca le fratture già ben note con l’assessore Francesco Andreani: «Non è più sopportabile che pur sapendo gli argomenti che trattiamo alle sedute non si presentino dirigenti, assessori e funzionari competenti». Su Villa Palma: «La situazione è drammatica – tuona Melasecche – vorrei che questo organismo prendesse in considerazione anche la corrispondenza intercorsa tra me e la direzione urbanistica perché a mio modo di vedere il piano edilizio approvato dall’urbanistica, con blocchi edificatori alti tre piani, è in netto contrasto col contesto. Quel bene è sottoposto a vincolo ministeriale e ormai da anni l’amministrazione se ne disinteressa, il sindaco riferisca».
@martarosati28
