di Marco Torricelli
Senza tregua. L’iniziativa degli ambientalisti ternani procede a tappe forzate e anche con iniziative spettacolari. Sabato mattina il comitato No inceneritori Terni ha annunciato il lancio della della raccolta firme in favore della legge ‘Rifiuti zero’.
La legge Si tratta, spiega Fabio Neri, a nome del comitato, «di una norma che, di fatto, prevede la revoca delle autorizzazioni per gli inceneritori, le centrali a biomassa ed i biodigestori. Ma soprattutto prevede la fine degli incentivi, che rappresentano il vero affare che si cela dietro alla realizzazione di impianti di questo tipo». Perché «gli incentivi vengono erogati per la produzione di energia elettrica dalle cosiddette fonti rinnovabili e assimilate, ma il problema è che in Italia fra le assimilate rientrano anche i rifiuti».
Gli incentivi La legge ‘Rifiuti zero’, invece, «prevede una nuova tariffazione, calibrata in base alla produzione di rifiuti, la riduzione dell’Iva per tutti gli impianti che si occuperanno di riciclo, che in questo modo verrebbe incentivato, insieme ad un forte aumento della tassazione per le aziende che continueranno a puntare sulle discariche e sugli inceneritori». Con la conseguenza di «incentivare la strategia del riutilizzo dei prodotti invece che sul conferimento dei rifiuti in discarica e il conseguente scempio rappresentato dall’incenerimento».
Le firme La raccolta di firme prenderà il via l’11 maggio, giorno in cui è prevista una manifestazione, «e proseguirà fino a settembre al mercato che si tiene il mercoledì nei pressi dello Stadio ed a Largo Villa Glori». I contenuti della manifestazione e una rappresentanza dei comitati che l’hanno promossa «verranno presentati lunedì, alle 11, nel corso di un incontro che si terrà sotto la sede della Prefettura ed in una lettera-denuncia, che sarà consegnata al prefetto, sullo stato di emergenza ambientale in cui si trova l’Umbria a causa degli oltre trenta impianti tra biomasse, biogas e inceneritori».
Il ‘Flash mob’ Domenica mattina alle 10, intanto, i cittadini della Bassa Valnerina daranno vita ad un Flash mob alla Cascata delle Marmore. L’evento, a cui è stato dato il nome «È morta la verde Valnerina» vuole, dicono gli organizzatori, «denunciare quanto alcuni stanno mettendo in atto in danno delle vocazioni naturali di questo splendido comprensorio, contro l’ambiente, l’integrità del paesaggio, la salute collettiva». L’iniziativa, spiegano, «nasce sulla scorta della debolezza e, spesso, della vera e propria compiacenza esibita dalle amministrazioni locali e da quella regionale dell’Umbria, saldamente unite nella difesa di progetti fortemente speculativi».
La salute Piani che vengono definiti «assurdi, ma in grado di soddisfare l’ingordigia di pochissimi soggetti, non di rado collaterali alla politica stessa», e che mettono in ombra «l’interesse pubblico, anzitutto alla salute dei residenti, ovvero di chi poi sarà costretto a vivere accanto a una centrale, come sta accadendo ad Arrone, ma anche altrove in Umbria. I cittadini pertanto si organizzano e ripetono: basta compiacenze, basta appeasement nei confronti di un simile modo di trattare i beni comuni».
