Fausto Roila, a destra

di F.T.

La strada scelta dal Santa Maria di Terni in ambito oncologico, quella dell’integrazione fra cure specifiche e metodi palliativi, continua a dare risultati. Lo conferma l’accreditamento ottenuto presso l’Esmo (european society of medical oncology) dalla struttura complessa di oncologia diretta da Fausto Roila, presso. Un riconoscimento che pone il centro ternano fra le migliori strutture italiane ed europee.

Cura globale Il riconoscimento è frutto dell’attenzione che la struttura di oncologia è in grado di rivolgere ai pazienti, a 360 gradi. «Oltre le migliori terapie antitumorali possibili oggi in Europa – osserva Fausto Roila -, siamo in grado di offrire una cura ‘globale’ per tutte le fasi della malattia. Inclusi i sintomi diretti e collaterali legati ai trattamenti terapeutici. L’attenzione è rivolta anche agli aspetti psicologici del paziente e dei suoi familiari».

Il percorso L’obiettivo è stato centrato anche grazie ad un’intensa attività formativa che ha coinvolto tutti gli operatori della struttura oncologica ternana: corsi, meeting interni, condivisione dei percorsi diagnostici e terapeutici, formazione di gruppi multidisciplinari di terapia di supporto, ricerca. Fondamentale anche l’integrazione fra le varie professionalità presenti, così come il ruolo dell’assistenza familiare, dell’hospice e delle associazioni di volontariato.

Integrazione Un dato sottolineato anche da Mauro Brugia, direttore delle attività ospedaliere e territoriali dell’oncologia per l’Ausl2: «Gran parte delle cure palliative si svolge a livello domiciliare – spiega – ma la continuità assistenziale fra ospedale e territorio è garantita anche da strutture come l’hospice che non è un ‘porto per malati terminali’, ma rappresenta un plusvalore per tutto ciò che è in grado di offrire. Qui, oltre alla fondamentale stabilizzazione dei pazienti, nascono percorsi di assistenza che coinvolgono le stesse famiglie, il cui ruolo è centrale». Sul tema dell’integrazione, è in dirittura d’arrivo la convenzione fra Ausl e associazioni di volontariato attive nell’ambito dell’assistenza domiciliare.

Il commento «Le patologie oncologiche sottopongono i pazienti a dolori fisici e sofferenze psicologiche forti – osserva il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari -, per questo nel percorso assistenziale, insieme alle terapie farmacologiche antitumorali, diventa fondamentale prendersi cura anche degli aspetti psicologici, relazionali e di comunicazione. Un approccio che non può essere lasciato al carattere e alla sensibilità degli operatori, ma deve essere alla base di un vero e proprio modello organizzativo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.