«Anche sulla sicurezza l’amministrazione comunale svilisce il ruolo dei residenti del centro storico e più in generale non avvia un percorso di attività e coinvolgimento dei giovani per avviare quel percorso di alternativa allo sballo che è davvero necessaria». È una nota dura quella inviata dall’associazione Vivere il centro storico, guidata da Marcello Giovannetti, che interviene sul pacchetto di misure varate all’unanimità dal consiglio comunale a seguito del brutale omicidio di David Raggi.
Residenti su omicidio David Raggi Ed è proprio sulla reazione dei rappresentanti istituzionali della comunità ternana che arriva il primo affondo degli abitanti: «Siamo costernati e indignati dall’atteggiamento della giunta e del consiglio che per mettere in sicurezza la propria posizione di fronte all’efferato delitto hanno addossato la responsabilità dell’accaduto all’imprevedibilità del fatto e alla rilevanza del fenomeno dell’immigrazione tirando in ballo l’Europa e il governo italiano». La lettura dell’omicidio di piazza dell’Olmo per Giovannetti e gli associati è ben diversa: «Il dramma è locale, appartiene alla malamovida ternana ed è una conseguenza del premeditato e pervicace progetto di fare del centro storico una specie di enclave, lasciando il centro storico in balia di spacciatori, ostaggio delle scorrerie di gruppi di ubriachi e delinquenti che lo devastano regolarmente, come denunciamo e documento da anni».
«Su sicurezza svilito nostro ruolo» Ma la rabbia dei residenti si rintraccia soprattutto nel giudizio formulato a seguito del piano sicurezza che lunedì ha messo d’accordo tutte le forze politiche rappresentate in consiglio, dal M5s fino a Forza Italia, passando naturalmente per il Pd: «Si è deciso di affidare ai gestori dei locali la salvaguardia del decoro urbano, della legalità e del controllo del territorio a fronte di sgravi e facilitazioni fiscali. E i residenti? Non se ne parla, non esistono per questa amministrazione, nonostante alle nostre denunce sul degrado del centro e peggioramento della vivibilità siano seguite attività di collaborazione, in risposta agli appelli lanciati dalle forze dell’ordine, di cui nel documento approvato in consiglio non si fa menzione, così come non si ricordano i nostri esposti, e riteniamo che nascondere la realtà dei fatti sia una cosa gravissima».
Alternativa a cultura dello sballo Infine più in generale nel merito del pacchetto di misure sulla sicurezza varato dall’assemblea cittadini, il tiro dell’associazione Vivere il centro storico va ben oltre a provvedimenti tampone: «Occorre un cambio culturale della città, occorre sensibilizzare i giovani proponendo alternative culturali allo sballo, perché ormai non bastano più enunciazioni elettoralistiche ma necessitano fatti concreti. Ci rivolgiamo a tutti i gruppi politici affinché su questi temi vi sia un forte impegno al di là di ogni tornaconto politico e di bottega, come associazione siamo da tempo pronti, e a disposizione, per collaborare a rendere il centro storico sempre più un luogo del silenzio, vivibile e sicuro, di incontro e di scambio culturale e commerciale».
