di Mar. Ros.

«No alla chiusura del nostro ufficio», «Giù le mani dalla posta» queste le frasi scritte negli striscioni apparsi mercoledì mattina a Collestatte. Furibondi, ma pacifici nella loro protesta, i residenti perlopiù anziani, quelli peraltro che avrebbero maggiori difficoltà se quella riscossa in questi giorni fosse l’ultima pensione ritirata in loco.

Poste Italiane La notizia non è nuova tanto meno riguarda un caso isolato e non sorprende che ad una settimana dalla possibile serrata dei battenti (prevista da Poste Italiane a partire dal prossimo lunedì), gli abitanti di Collestatte insorgano. Non ci sono solamente le grida, i residenti si sono molto ben organizzati. Il Comune, come è noto, ha presentato ricorso al Tar per impedire l’epilogo: proprio mercoledì mattina la giunta comunale ha approvato la decisione di intraprendere l’azione legale contro le determinazioni di Poste Italiane, nell’ambito di una riorganizzazione che interessa anche altri uffici umbri. La decisione della chiusura dell’ufficio sito in Collestatte 104, rappresenta per l’amministrazione Comunale di Terni una violazione dei parametri normativi e regolamentari e degli obblighi connessi all’espletamento del servizio pubblico che provocherebbe notevoli e comprovati disagi  alla popolazione residente.

Comuni italiani Dopo aver acquisito il parere da parte dell’Anci, al fine della validità di un’azione giudiziale, i comuni umbri interessati hanno deciso di rivolgersi a uno studio legale di Perugia (studio Rampini ndr). La spesa spettante al comune di Terni per il ricorso è di  millecinquecentosettanta euro. Gli utenti dell’ufficio postale in questione non sono rimasti a guardare: a titolo personale, in forma organizzata e di tasca propria, anche loro si sono attivati in tal senso.

Jonathan Monti Lo rivela il consigliere del Pd, capofila della battaglia contro la minaccia di Poste Italiane, che mercoledì mattina era al fianco dei contestatori: «Attendiamo fiduciosi il pronunciamento del giudice del Tar dell’Umbria al quale, insieme ad altri Comuni coinvolti, palazzo Spada ha presentato ricorso. Mi auguro che la risposta arrivi a brevissimo e spero si tratti di un atto amministrativo volto a sospendere la chiusura paventata. Intanto – spiega – un’ottantina di residenti, di tasca propria, hanno intrapreso un’azione legale volta ad avvalorare e sostenere quella del Comune».

Tar Il destino dell’ufficio postale è dunque nelle mani del Tribunale amministrativo, al quale palazzo Spada ha fatto presente tutte le ragioni per cui la chiusura avrebbe ricadute negative sulla popolazione e inviato anche gli aspetti a sostegno del mantenimento dell’ufficio in esercizio. Le sedi più vicine, qualora venisse confermata la cessazione di Poste Italiane a Collestatte, si trovano tutte più o meno a 5 km di distanza: Arrone, Borgo Bovio, Montefranco, non per tutti sarebbe semplice spostarsi; i cittadini non ci stanno.

Twitter @martarosati28

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