Un appello rivolto a Comune, Provincia e Fondazione Carit per avviare il restauro della recinzione ornamentale dell’Ipsia realizzata nel 1926 dall’architetto Cesare Bazzani. A sottoscrivere il documente il dirigente scolastico dell’istituto superiore, Giuseppe Metastasio, e il vicepresidente di Italia Nostra, Giuseppe Cassio, entrambi preoccupati per lo stato conservativo tanto della recinzione quanto degli elementi ornamentali.
Recinzione d’artista dell’Ipsia In particolare, viene evidenziata come la posizione prossima a un incrocio molto trafficato abbia accentuato il processo di degrado della «recinzione d’artista» con il ferro corroso in più parti e le decorazioni che in alcuni punti hanno anche ceduto, «a causa – scrivono – di urti, incuria e sollecitazione climatica». Ma non solo, a non permettere di apprezzare gli interventi compiuti dall’architetto Bazzani tra il 1915 e il 1926 sull’immobile, è anche la «presenza ingombrante della segnaletiche che – secondo Mestasasio e Cassio – potrebbe essere collocata in modo più rispettoso e al tempo stesso proteggere il raccordo tra viale Brin e via Rosselli con barriera antiurto».
Appello per il restauro Partendo dall’ipotesi di arricchire l’offerta culturale di Terni e valorizzare numerose e pregevoli realizzazioni lasciare dall’architetto Bazzani, istituendo un itinerario che sarebbe di sicuro interesse, il dirigente dell’Ipsia e il vicepresidente di Italia Nostra sollecitano Comune, Provincia e Fondazione Carit a intervenire sulla recinzione, avviandone il restauro e avendo particolare cura delle recinzione.
Studenti disponibili In questo senso, Metastasio non tarda a proporre il coinvolgimento degli studenti dotati di capacità manuale e di ricerca, che dovrebbero essere comunque coordinate dalla Soprintendenza, per celebrare adeguatamente il 90esimo anniversario dalla conclusione dei lavori all’Ipsia, ma anche per incamminarsi su quel percorso di «conoscenza, protezione e valorizzazione del patrimonio culturale diffuso tanto invocato».
