Alberi abbattuti in via del Cassero, Rifondazione comunista e Centro studi Malfatti suonano la sveglia al Comune. C’è il taglio di diversi pini mediterranei al centro della doppia ammonizione arrivata dalla forza politica e pure dall’associazione, entrambe preoccupate per quella che, in estrema sintesi, definiscono una gestione del verde pubblico priva di un piano di manutenzioni che, se venisse invece considerato prioritario dagli amministratori, permetterebbe di salvaguardare il patrimonio arboreo di Terni, già sofferente sotto il profilo ambientale. Sullo sfondo il giallo della dotazione nell’organico del municipio di un agronomo che, secondo Rifondazione non è presente tra le professionalità al servizio di Palazzo, mentre per il Centro Malfatti sì e pure da anni.
Rifondazione comunista Terni In particolare, in una nota inviata un paio di giorni fa, il partito di sinistra scrive: «La politica del taglio degli alberi come unica misura di prevenzione di incidenti, presa ormai da tempo da questa amministrazione, non può più continuare. Il danno che si reca alla collettività è enorme perché – scrive Rifondazione – il patrimonio creato in decenni viene spazzato via con una motosega in mezza giornata in una città, Terni, che risulta la più inquinata dell’Umbria, costantemente alle prese con il problema delle polveri sottili, in base al quale non difendere adeguatamente il proprio patrimonio verde risulta suicida. Da anni – prosegue il documento firmato dalla commissione ambiente del partito – sosteniamo che il problema va affrontato seriamente, con un piano decennale di tutela e prevenzione che riguardi la cura, le opportune potature e la adeguata manutenzione del verde esistente, da definire con la partecipazione delle associazioni, con risorse e professionalità adeguate. Ma il Comune di Terni, che in questi anni ha sempre negato l’esistenza di problemi ambientali, continua, colpevolmente, a sottovalutare il problema. Ad esempio, non ha mai ritenuto utile dotarsi, tra i suoi tecnici, della figura di un agronomo. E così a decidere della sorte di un albero è solo il suo grado di inclinazione».
Centro Malfatti Duro anche l’intervento del Centro Malfatti: «Già dal 2009, quando vennero abbattuto oltre 40 alberi tra via Vico e via Lungonera, abbiamo denunciato l’inesistente gestione del verde da parte del Comune, che in assenza di programmazione delle manutenzione aveva imposto e continua a imporre interventi drastici come il taglio delle piante ormai impossibili da recuperare. Negli anni l’abbattimento del patrimonio arboreo è continuato, quest’estate è toccato a via Turati, e nessun effetto hanno avuto le denunce delle varie associazioni, oggi – scrive l’associazione – ci troviamo nella medesima situazione con alberi di grandi dimensione sostituiti da altri che necessiteranno almeno di 15 anni per raggiungere dimensioni utili a svolgere una azione depurativa dell’aria, almeno pari a quella degli alberi tagliati, mentre lo smog aumenta, gli inceneritori continuano a lavorare e si torna anche a parlare di un imminente blocco del traffico. Notiamo con piacere la posizione di Rifondazione, da sempre vicino alle forze di maggioranza, ma non immaginate la nostra sorpresa quanto abbiamo appreso che da molti anni il Comune di Terni avrebbe tra i dipendenti un agronomo forestale. Se questo fosse vero, occorrerebbe verificare se negli anni scorsi sia stato messo in grado di lavorare adeguatamente, perché il verde – è la conclusione – non si salverà assegnandone la responsabilità al solito supertecnico che si sacrifica sempre per le cause difficili, soprattutto se non ci saranno denari da spendere per recuperare il vero e proprio disastro realizzato da chi si è occupato del verde pubblico fino a pochi mesi fa».
