La Pet Tac 'scomparsa'

di Marco Torricelli

Un milione e mezzo, più qualche migliaio, di euro. Soldi pronti. Ma immobilizzati. La Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni lo ha ufficializzato nei giorni scorsi: «1.530.000 euro sono a disposizione per l’acquisto di una Pet Tac per l’Ospedale ‘S. Maria’ di Terni», conferma il Presidente della Fondazione, Mario Fornaci, che ribadisce anche che «la Fondazione finanzierà anche tutti gli interventi edili ed impiantistici per rendere idonei i locali dell’ospedale ad accogliere l’apparecchiatura».

Ecco, il problema, forse nasce proprio dai lavori da fare. Perché una donazione così importante, che resta inutilizzata, ha fatto storcere più di una bocca: «I primi ad essere arrabbiati, veramente, eravamo e siamo noi – dice Gianni Giovannini, fino a qualche giorno fa direttore generale dell’Azienda ospedaliera ternana – perché i locali nei quali posizionare l’impianto sono stati messi a disposizione da tempo (nel secondo seminterrato del nosocomio ternano; ndr), ma la ditta scelta dalla Fondazione per effettuare i lavori non è ancora stata in grado di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie allo svolgimento dei lavori».

Tutto vero, conferma Fornaci, che però rilancia: «A noi, per la verità, non è mai pervenuta la documentazione relativa all’individuazione dei locali e, men che meno, delle problematiche insorte. Non vorrei che l’Azienda ospedaliera avesse pensato di inserire nel capitolato dei lavori da far svolgere alla ditta, altre opere non previste e che, magari, possano aver fatto lievitare i costi».

E qui Giovannini perde la pazienza: «Sinceramente non capisco perché, dopo aver ancora una volta mostrato di quanta generosità è capace, la Fondazione insista in questi attacchi nei confronti dell’Azienda ospedaliera. Ribadisco che i locali sono a disposizione, da tempo, ma che i rapporti con l’azienda che produce il macchinario e con la ditta che deve svolgere i lavori sono di pertinenza della Fondazione. Il resto è pura fantasia».

Tanto più che, a confermarlo è Fornaci «i tempi previsti per la messa in opera della Pet Tac erano di due mesi dalla messa a disposizione dei locali, che sarebbe avvenuta tra aprile e maggio dello scorso anno». Quello che conta, però, è un’apparecchiatura «altamente all’avanguardia, che consentirà ai cittadini – ribadisce la Fondazione – di non doversi più spostare da Terni per effettuare un esame così delicato ed importante», non può essere messa a disposizione.

«E lo dice a me – sbotta Giovannini – che per questa storia mi sono fatto il sangue amaro? Vorrei solo che non ci si perdesse dietro polemiche sterili o attacchi ad un’Azienda ospedaliera che non ha responsabilità effettive, e si trovasse, invece, il modo più intelligente per permettere che la Pet Tac, per la quale ribadisco la gratitudine nei confronti della Fondazione, venga posizionata ed entri in funzione in fretta. Lasciando da parte queste prese di posizione che, temo, possono essere motivate da problematiche che con la sanità pubblica hanno davvero poco a che vedere».

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One reply on “Terni, quella Pet Tac che non arriva mai: battibecco tra Fondazione Carit e azienda ospedaliera”

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