Assessore Riccardi (foto U24)

di C.F.

«Di fronte alla carenza di personale abbiamo scelto di difendere la continuità didattica e dove non è stato possibile sono stati disposti servizi aggiuntivi come il pulmino per sopperire a criticità, per questo ritengo che le lamentele dei genitori dei bimbi iscritti alla scuola materna di Campitello siano pretestuose».

Scuola di Campitello A parlare nel giorno di riapertura delle scuole è direttamente l’assessore Carla Riccardi che, col primo suono della campanella, spererebbe di aver archiviato le sei settimane roventi trascorse a tamponare il caso della paventata chiusura di alcune cucine interne alle scuole, poi scongiurata, ma anche i timori sul futuro dei centri per l’infanzia Pollicino e Casa di Alice. Ma i contraccolpi del nuovo piano organizzativo varato con delibera dall’esecutivo di Palazzo Spada lo scorso 7 agosto non sembrano esauriti. Intanto, però, sull’ultima protesta dei genitori, stavolta a prendere carta e penna inviando una missiva al Comune sono state le mamme e i papà della scuola di Campitello, l’assessore alcune precisazioni ci tiene a farle.

Carenza di personale e continuità didattica «Una maestra – spiega – è andata in pensione e noi ancora non possiamo procedere ad assunzioni perché siamo in attesa che il ministero della Funzione pubblica e la Corte dei Conti rispondano ai quesiti che come ente cattivo pagatore abbiamo posto in materia. Ci siamo quindi trovati con una sola maestra e senza personale per garantire il tempo normale (8-16, ndr), per questo abbiamo sentito le vicine scuole di Campomaggiore e Cesi che complessivamente potevano accogliere 18 alunni, e in questo senso è stato attivato un servizio pulmino per il trasporto dei piccoli che necessitavano del tempo pieno. Contestualmente abbiamo stoppato le iscrizioni a Campomaggiore perché – continua l’assessore – abbiamo preferito difendere la continuità didattica e quindi d’insegnamento dei 16 bimbi che già frequentavano la materna».

Assessore Riccardi: «Genitori pretestuosi» E poi: «Oltre a questa scelta abbiamo anche individuato l’orario scolastico dalle 8 alle 14, garantendo più ore, ma se le famiglie – dice Riccardi – per esigenze di lavoro preferiscono l’ingresso alle 7.45 possiamo rimodulare, ma è chiaro che poi l’uscita sarà fissata per le 13.45». Alla disponibilità a vagliare le necessità dei genitori, strettamente collegate all’orario di lavoro, si somma la rabbia per la protesta di mamme e papà che hanno lamentato bimbi di diverse età collocati in un’unica sezione: «Questa è un’accusa pretestuosa – conclude – è del tutto normale che alla materna i bimbi dai 3 ai 6 anni stiano insieme, è un modello che è presente in molte materne per loro natura essenzialmente monofascia, specie dove è presente una sola sezione».

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