di M.R. e C.F.
Dopo la lettera dei vicedirigenti si allarga il fronte che chiede al sindaco Di Girolamo la proroga degli incarichi per le posizioni organizzative del Comune. Due sindacati, il Diccap (autonomie locali) e il Cida (dirigenti e alte professionalità) scrivono al primo cittadino, anche in questo caso per chiedere la proroga dei termini, fissata al 30 aprile prossimo. E visti i tempi stretti proprio quella della proroga sembra la soluzione a questo punto più verosimile.
Nuove lettere Si intasa dunque la casella postale del sindaco che, dopo la lettera dei circa 60 dipendenti comunali che occupano la delicata posizione tra i dirigenti e i dipendenti, ha ricevuto anche quella dei due sindacati. L’oggetto è sempre lo stesso: il 30 aprile scadono i termini degli incarichi per le posizioni organizzative. Incarichi che in teoria saranno rinnovati con il nuovo modello organizzativo, che però ancora non vede la luce. Ecco dunque che la soluzione più a portata di mano è quella della proroga di due mesi, peraltro già utilizzata in passato proprio in questo contesto.
A rischio i servizi «La mancata proroga degli incarichi – si legge nelle lettera del Cida, il sindacato italiano dei dirigenti e delle alte professionalità – potrebbe provocare delle inevitabili ripercussioni sulla gestione degli uffici anche considerando l’avvicinarsi di periodi di pesanti attività amministrative legate ad esempio alla definizione del bilancio di previsione. Si ritiene inoltre inutile e dispendioso, sia in termini di tempo che economici, fare un bando per nominare delle posizioni organizzative per il periodo strettamente necessario alla formalizzazione del nuovo modello organizzativo. La soluzione suggerita è dunque quella di procedere ad una proroga, senza svolgimento di un bando, delle attuali posizioni organizzative fino all’ufficializzazione del nuovo modello organizzativo».
L’affondo della Confsal Sulla stessa lunghezza d’onda la lettera del Diccap, che fa parte della Confsal: «La proroga – sta scritto nella lettera diretta al sindaco – risponde ad esigenze di funzionalità e garantisce il buon livello dei servizi, che altrimenti verrebbero compromessi, con evidenti danni per la cittadinanza e ripercussioni negative sull’immagine di Palazzo Spada. In mancanza della proroga il Comune vedrebbe diminuire il livello dei servizi e sarebbe inevitabilmente percepito sia all’interno che all’esterno come un’organizzazione in seria difficoltà, inadeguata ed insufficiente al cospetto delle funzioni sempre più complesse».
