di Mar.Ros.
Vive a Quartiere Italia nei pressi di piazza della Pace in un alloggio popolare, da vent’anni o poco meno; è un uomo sulla cinquantina, attualmente disoccupato e con un figlio di 28 anni a carico, precario, lavora solo saltuariamente. Sua moglie è morta di cancro lo scorso anno e il contratto di locazione in quell’abitazione era proprio a nome della donna. Sarebbe per questa ragione che da qualche tempo l’uomo ha l’Ater alle calcagna, perché in quella casa sarebbe considerato abusivo. Per amicizia, il cinquantenne si è rivolto ad un esponente di Rifondazione comunista che riferisce di aver tentato in tutti i modi di trovare una soluzione: «Ho trovato solo un muro di gomma». Così giovedì mattina quando l’ufficiale giudiziario si presenterà per lo sgombero dell’immobile, troverà uno schieramento di giovani a tentare di impedirlo: «Gli si conceda almeno una proroga nell’attesa che trovi una sistemazione alternativa».
