di Mar. Ros.

La proloco di Collescipoli, guidata dal presidente Roberto Laurenzi, nei giorni scorsi ha sgomberato ‘Il Conventino’ ovvero la residenza di proprietà della curia diocesana, situata nella suggestiva frazione di Terni, che vanta ben 15 camere e per questo in passato adibita a country house (ad esempio in occasione del Giubileo del 2000) poi a struttura di accoglienza per i profughi. Quando i volontari sono andati a riprendersi le cose custodite nell’edificio, tra cui un’intera cucina attrezzata, pare che qualcuno in paese abbia innescato un chiacchiericcio diffuso. Laurenzi, per evitare strumentalizzazioni, fornisce la sua ricostruzione a Umbria 24.

Collescipoli «Il Conventino  – racconta – è stato chiuso a lungo fin quando la curia non lo ha messo a disposizione di profughi nigeriani nel 2011. La permanenza degli immigrati non è durata a lungo e la struttura è rimasta perciò inutilizzata, fatto salvo il piano terra dove è stata allestita una cucina utilizzata dalla pro loco che però usufruiva di quei locali solo sulla base di un accordo verbale con la Diocesi. Quest’anno – dice Laurenzi – abbiamo chiesto di regolarizzare questo rapporto e sono state così avviate le interlocuzioni per stipulare una convenzione».

Roberto Laurenzi Secondo le informazioni fornite sempre dal presidente della proloco, la proposta avanzata dall’economato di piazza Duomo prevedeva un utilizzo gratuito dei locali a piano terra, con utenze a carico dell’organizzazione ma le cose sarebbero cambiate poco prima della sottoscrizione: «Dagli uffici ci hanno fatto sapere che la Prefettura aveva richiesto la disponibilità dell’immobile per l’accoglienza dei profughi, così la seconda proposta della curia per la pro-loco è stata ‘utilizzate pure tutto l’immobile, ma se c’è necessità di ospitare gli immigrati dovete liberare la struttura’».

Diocesi di Terni Narni e Amelia A far saltare un simile accordo, come è immaginabile, sarebbe stata la mancata condivisione dei tempi di preavviso: «Ci è stato chiesto – racconta Roberto Laurenzi – di lasciare all’occorrenza l’immobile, nella disponibilità dell’associazione San Martino (che a quel punto si sarebbe accollata le spese dei consumi) e di collaborare nelle attività di accoglienza, assistenza e animazione. Dell’arrivo degli immigrati però avrebbero potuto avvisarci da un giorno all’altro. Abbiamo fatto una controproposta ma non è stata accettata e allora abbiamo liberato i locali come da accordi con la diocesi».

Il Conventino Il presidente della proloco riferisce anche di un’interlocuzione aperta con la San Martino, per l’eventuale accoglienza di immigrati in paese e garantisce ci sia un clima sereno con la Diocesi: «La proprietà è loro, sono liberi di farne ciò che vogliono e credo sia giusto per trasparenza nei confronti di chi ci ha visto sgomberare Il Conventino fare chiarezza su quanto accaduto, presto riunirò tutte le associazioni del paese per condividere una linea comune di azione e rapporti con le istituzioni a ogni livello perché si evitino strumentalizzazioni che portano solo dissapori, il nostro obiettivo in ogni caso è quello di fare il bene del paese». Nel frattempo il progetto del Festival celtico con Paolo Alessandrini è tutt’altro che archiviato: «Sono in corso incontri per la messa a punto di alcune cose anche in questi giorni» riferisce Laurenzi. Presto dunque novità anche su questo fronte.

Twitter @martarosati28

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