Gli effetti delle polveri inquinanti

di Marco Torricelli

La pioggia, che attutisce gli effetti delle polveri inquinanti su Prisciano, non placa la protesta dei residenti che, anzi, sono ormai intenzionati ad andare fino in fondo con le loro rivendicazioni. E chiedono di veder finalmente messe in atto delle misure risolutive nei confronti dell’inquinamento prodotto dalle acciaierie.

La protesta Ti accompagnano al muretto di recinzione di un casa: «Ecco, guardi qui», e passano un dito sui mattoni. Ci resta il segno. Una striscia più chiara, bella evidente: «E tenga presente che, com’è noto, la pioggia (sta piovendo, mentre facciamo il giro, come fa da giorni; ndr) abbassa di molto l’incidenza di queste polveri che ci regala la Tk-Ast». E poi ti fanno vedere la macchina, parcheggiata nel cortile di una casa. L’effetto visivo fa pensare ad un paio d’anni senza essere lavata: «Ecco come si riducono, a tenerle parcheggiate all’aperto solo per pochi giorni. E quella stessa roba che si appiccica sulle auto – dicono i residenti di Prisciano – noi la respiriamo tutti i giorni».

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Il parco giochi La protesta fa seguito alla presa di posizione di Italia Nostra, che aveva denunciato la presenza di un parco giochi per bambini, lì a Prisciano, a poche decine di metri dalla centralina dell’Arpa che ha evidenziato con chiarezza la presenza nell’aria di sostanze altamente pericolose per la salute: «Noi vorremmo che i bambini che vivono qui – dicono – possano crescere senza correre il rischio di contrarre malattie gravi a causa di questo fenomeno».

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I danni Loro, gli abitanti di Prisciano non hanno dubbi: non ce l’hanno certo «con ci lavora, dentro le acciaierie, ma pretendiamo che, una volta per tutte, si prendano delle misure definitive per eliminare questo continuo cadere, sulle nostre teste e dentro i nostri polmoni, di queste schifezze». Perché, insistono, «c’è stato disinteresse e si è sempre data un’informazione distorta. Dicono che l’Ast ha fatto degli investimenti e questo è certamente vero, ma noi pensiamo che quegli investimenti non siano sufficienti, perché le polveri inquinanti continuano a cadere su di noi e la gente continua a morire di cancro».

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Italia Nostra Il presidente ternano di Italia Nostra, Andrea Liberati, dice che «quello che queste persone raccontano, lo raccontano da anni e forse è giunto il momento, anche secondo noi si sarebbe dovuto intervenire con decisione prima, che abbiano una risposta. Qui si parla della loro salute, di quella dei loro figli e dei loro nipoti, ma il tema è più ampio e riguarda la salute di tutti i cittadini di questa città, che deve ripensare al rapporto con la grande industria e con chi la gestisce».

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