Un bambino a scuola (foto Troccoli)

di Marta Rosati

Stavolta non si tratta di servizi educativi comunali ma a quanto pare i problemi non mancano neppure alla statale e la sorpresa, per centinaia di mamme e papà coi bimbi iscritti alle scuole d’infanzia Brin, San Giovanni e Don Milani, è a prova di genitori del terzo millennio, quelli che faticano a conciliare lavoro e famiglia senza sbavature. Francesco Maria Ferranti, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Terni, è pronto a portare il caso in aula: «L’assessore Carla Riccardi mi ha già assicurato che farà il possibile per quanto di sua competenza, io presenterò un atto formale all’attenzione di tutti i consiglieri per sollecitare la giunta ad attivarsi in tal senso».

Scuole d’infanzia «Siamo stati convocati lo scorso venerdì dai rappresentanti dei genitori – racconta una mamma a Umbria24 – e, a distanza di ben sette mesi dall’iscrizione avvenuta a febbraio, ci è stato comunicato che la scuola (una delle tre in questione, ma varrebbe anche per le altre) dal primo ottobre prossimo non garantirà più il tempo prolungato per mancanza di personale Ata, per intenderci ci sarebbe carenza di collaboratori scolastici; quindi anziché alle 16 come inizialmente previsto, i bambini saranno costretti a lasciare l’istituto alle 14, orario che include la consumazione del pasto in loco per cui abbiamo pagato».

Conciliare famiglia e lavoro Archiviato il problema del pranzo però, permane quello del trasporto: «A febbraio – prosegue la giovane mamma – ho iscritto le mie bambine in una scuola piuttosto che in un’altra perché gli orari conciliavano molto bene con le mie esigenze lavorative; ora all’improvviso mi ritrovo a dover ripensare tutto e non so come fare, pagare una baby sitter non credo convenga e il problema è amplificato per chi ha magari un figlio iscritto alla scuola dell’infanzia e uno alla primaria, per la quale il tempo prolungato invece è garantito quindi la famiglia deve organizzarsi per riprenderli in momenti differenti. Facciamo già i ‘salti mortali’ e per fortuna con l’aiuto dei nonni, ma non è per tutti».

Francesco Ferranti «La scuola ci ha garantito di aver fatto il possibile presso gli Uffici scolastici, provinciale e regionale, ma pare non ci sia la possibilità di impiegare i collaboratori che servono e noi ad oggi che alternativa abbiamo? Tutte le sezioni sono formate e il problema riguarda molte famiglie, peraltro – puntualizza – non dimentichiamoci che parliamo di bambini, non sono pacchi». La rivolta dei genitori potrebbe essere molto vicina, intanto alcuni di loro hanno fatto appello alla politica. A raccogliere le loro lamentele è stato il capogruppo di Forza Italia Ferranti, il quale sarebbe pronto a portare il caso in aula per sollecitare la giunta a interlocuzioni risolutive con l’Ufficio scolastico regionale». Alle scuole intanto le famiglie hanno chiesto tempo per riorganizzarsi: «La notizia – il commento della mamma – è arrivata come un fulmine a ciel sereno».

@martarosati28

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.