Il cartello copre la lapide

di M. To.

L’hanno appena intitolata a San Giovanni Paolo II°, ma per qualche minuto la piazza di Borgo Rivo ha cambiato nome. Simbolicamente.

La provocazione Il gesto, forte, lo ha fatto Rifondazione comunista che, con una cerimonia che faceva il verso a quella ufficiale, ha ‘ri-intitolato’ simbolicamente la piazza all’ex sindaco, Dante Sotgiu, primo cittadino dal 1970 al 1978 e scomparso il 16 dicembre del 2003. La targa che ricorda San Giovanni Paolo II° è stata coperta, per qualche minuto, da un cartello scritto a mano.

La religione «Il 2 maggio scorso – ha detto Carletti – l’amministrazione ha intitolato questa piazza, dove si trovano i locali della circoscrizione Est, luogo laico per eccellenza, a Karol Wojtyla. Noi rispettiamo profondamente il sentimento religioso dei singoli, ma crediamo che uno stato laico sia l’unico in grado di garantire la libertà dei cittadini».

LORENZO CARLETTI RICORDA DANTE SOTGIU

La polemica A quella che Carletti ha definito «la passata amministrazione», viene contestato di «aver detto ‘no’ al testamento biologico» e di aver «relegato la sala per il commiato in un luogo periferico (la sede della circoscrizione nella stessa piazza; ndr)», ma di avere nel contempo «inaugurato via delle Foibe, trasformata poi in un luogo di culto dai fascisti locali».

Gesto simbolico Poi il drappo rosso che copriva la lapide è stato tolto ed il cartello scritto a mano è rimasto a coprire per qualche minuto la lapide originale: «Il nostro è chiaramente il gesto simbolico – ha spiegato Lorenzo Carletti – di chi non ha sentimenti anti religiosi, ma che vuole che alle parole «dare a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che Di Cesare (frase spesso usata dal vescovo Vecchi; ndr) il suo reale valore».

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2 replies on “Terni, piazza San Giovanni Paolo II° cambia nome: Rifondazione comunista la ‘intitola’ a Dante Sotgiu”

  1. MANIFESTO PER LA LAICITA’ DELL’UMBRIA

    Dopo il blitz di Rifondazione Comunista di Terni per “tutelare la libertà dei
    cittadini” che ha cancellato (per cinque minuti) il nome di piazza San Giovanni
    Paolo II sostituendola con piazza Dante Sotgiu, mi sento in dovere di suggerire
    ai pronipoti di Stalin le seguenti avvertenze.
    Per Pasqua, Natale e le feste del santo Patrono (San Valentino a Terni) lavorino
    chiedendo al datore di lavoro di applicare la paga dei giorni feriali, non
    partecipino più ai concerti romani a Piazza San Giovanni in Laterano, se
    capitano a Perugia non si vadano a curare all’Ospedale Santa Maria della
    Misericordia collocato nel quartiere di San Sisto. Inoltre sarebbe
    consigliabile che bevano laicamente solo acqua Ferrarelle, o Tullia evitando
    accuratamente la Sangemini, la San Benedetto, San Pellegrino o Sant’Anna e, se
    desiderano un bicchiere di vino, mai e poi mai il Sangiovese o il più economico
    San Crispino, meglio orientarsi laicamente su un Lambrusco o un Tavernello
    evitando ancora a fine pasto il vin santo e mai e poi mai mangino un saint
    Honoré.
    Per le vacanze estive dovrebbero evitare le spiagge di San Benedetto del Tronto,
    Santa Margherita ligure, San Vito Lo Capo o la fighettissima salentina di San
    Foca. Peggio ancora in montagna, San Candido, Santa Caterina Valfurva,
    Gressoney La Trinité … interdette!
    Nel guidare la macchina, dovrebbero fare attenzione nell’approssimarsi ai passaggi
    a livello incustoditi, infatti lì sarebbero forse avvertiti dell’arrivo del
    treno dalla Croce di Sant’Andrea, ma, per non farsi irretire da questi feticci
    veterocattolici dovrebbero piuttosto sfidare la sorte ed attraversare lo
    stesso: uno su mille ce la fa.
    A roposito niente premio Tenco, si svolge a Sanremo e durante Umbria Jazz non
    possono entrare ai concerti dell’arena santa Giuliana né ascoltare gli artisti
    di strada che cantano alla Maestà delle Volte. Mi dispiace davvero, li avrei
    invitati a casa mia per un pranzetto nel giardino ma quest’anno ho piantato
    pomodori San Marzano e poi abito fra Santa Maria degli Angeli e Ponte San
    Giovanni, non vorrei turbarli …

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