Loro, i genitori dei bambini che frequentano la scuola ‘Donatelli’, lo sospettavano ed avevano chiesto spiegazioni. Venerdì mattina la conferma: in quella scuola c’è il rischio, concreto, di un’epidemia di scabbia.
La conferma Una circolare del dirigente scolastico, letta in classe, ha fugato i dubbi e invitato i genitori dei bambini a far visitare i propri figli da uno specialista. Soprattutto quelli che sono stati più a contatto con i quattro compagni di scuola che, per ammissione del loro padre, sono effettivamente affetti dalla patologia, per la quale sono già in corso le terapie.
L’assessore Stefano Bucari, l’assessore comunale ai servizi sociali, prende posizione: «C’è, giustamente, preoccupazione in alcune famiglie – dice – e per questo è necessario delineare meglio la situazione e procedere a tutt gli accertamenti sanitari». Perché, dice Bucari, «è necessario costruire un quadro nitido e poi possibili attivare tutte le eventuali procedure sanitarie o più semplicemente sgombrare ogni timore. Sono sicuro – conclude – che la Asl e la direzione scolastica interverranno con tempestività e che la situazione rientrerà presto in quel quadro di serenità e sicurezza che sono fondamentali all’interno di una scuola».
I rischi La scabbia è un’infezione contagiosa della pelle che si verifica sia tra gli esseri umani che tra gli animali. È causata da un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito, provocando un intenso prurito allergico. La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato.
Le procedure Il problema, però, starebbe nel fatto che, come spiega il dirigente scolastico Claudio Guerrini, «i bambini affetti dalla scabbia sono curati da un dermatologo privato e non dal pediatra della Asl, quindi una denuncia di malattia infettiva non è ipotizzabile». Ma la Asl, anche se fosse coinvolta direttamente, avrebbe pochi strumenti di intervento: «Potrebbe inviare una lettera alle famiglie, invitandole a far visitare i propri figli – dice Guerrini – e poco altro». L’attività didattica non può essere interrotta ed ai quattro piccoli non può essere interdetto l’accesso a scuola.
La minaccia Ma i genitori dei bambini che frequentano l’istituto Donatelli non ci stanno e minacciano di tenere a casa i propri figli: «I quattro piccoli compagni di scuola dei nostri figli hanno tutta la nostra comprensione – dice una mamma – ma io sto seriamente pensando di tenere a casa mia figlia per un po’ di tempo, per non farle correre rischi». E non si tratta di un caso isolato: «Come faccio a mandare a scuola mio figlio – conferma un papà – sapendo che potrebbe contrarre quella fastidiosa infezione? Le autorità devono intervenire e tutelare i nostri bambini».
