di Francesca Torricelli
Prendere la patente di guida, se sei diversamente abile, a Terni è complicato. O, meglio, se non hai già comprato una macchina adattata alle tue esigenze e con la quale iscriverti ad un’autoscuola, è impossibile. Ma forse l’aria sta cambiando
Le autoscuole «Fortunatamente si tratta di casi sporadici – dice il responsabile di un’autoscuola ternana, che conferma l’assenza di un’auto specifica a disposizione – e i portatori di handicap che si sono presentati da noi avevano già il loro mezzo, che hanno utilizzato per ‘fare le guide’ con gli istruttori». Ma se uno volesse, prima, prendere la patente e poi fare l’investimento per l’acquisto dell’auto? «Fino a un po’ di tempo fa, quando se ne presentava l’esigenza – spiegano in un’altra autoscuola – era la Provincia a mettere a disposizione il mezzo».
La Provincia Una macchina attrezzata, in effetti, c’era. Ma era ormai vecchia ed stata rottamata. L’assessore provinciale Domenico Rosati, però, spiega che «da tempo stiamo ragionando, con le circa 20 autoscuole autorizzate, sulla necessità di mettere a disposizione delle persone diversamente abili un mezzo adeguato e, grazie alla preziosa collaborazione del centro per l’autonomia, contiamo di giungere in fretta, parlo di giorni e non di mesi, ad una soluzione».
La macchina L’ipotesi è quella di acquistare una vettura, dotata dei ‘doppi comandi’ e delle misure di sicurezza necessarie, che la casa produttrice metterebbe a disposizione al prezzo di 16mila euro: «Noi, come Provincia – spiega Rosati – ci siamo impegnati per un contributo di 4mila euro, mentre le autoscuole potrebbero, consorziandosi e quindi con un impegno di spesa non proibitivo, mettere il resto». Permettendo così di superare una carenza grave «soprattutto perché – dice l’assessore – le autoscuole rischiano delle sanzioni, che possono giungere fino alla revoca della licenza». Sanzioni che, spiega però Rosati «noi preferiamo non prendere nemmeno in considerazione, puntando su una soluzione che possa essere la migliore per tutti, in primo luogo, ovviamente, delle persone diversamente abili».
Il simulatore Anche perché il dotarsi di una vettura ‘dedicata’ potrebbe far fare un altro passo in avanti, spiega l’assessore, «ad una città che può contare già su alcuni elementi di grande importanza, che le permettono di essere considerata tra le più attente a queste problematiche». E cita «il simulatore di guida, che è operativo presso il centro per l’autonomia», che permette di testare l’effettiva possibilità di guidare un mezzo ‘adattato’ e «l’opportunità di effettuare delle prove pratiche di guida in un circuito chiuso (attualmente si utilizza il ciclodromo ‘Perona’; ndr) con le auto multi-adattate dello stesso centro».
Il circuito Sulla questione, però, il centro studi ‘Malfatti’ ha qualcosa da dire: «Del circuito si cominciò a parlare nel 2003 il 27 marzo 2003 – dice Emanuele Pettorossi – e il Comune di Terni acquisì alcune aree nella zona di Cospea, stanziò cifre notevoli anche con accensione di mutui e dopo la gara di appalto affidò alle ditte vincitrici la sua realizzazione». Ad oggi, però, «l’impianto non solo non è terminato, ma versa in una condizione di assoluto degrado e abbandono. Ci sembra che questa vicenda costituisca una grave mancanza di rispetto nei confronti delle persone che sfortunatamente vivono il disagio della disabilità, che comunque fa il paio con il mancato abbattimento di barriere architettoniche di certi accessi ad aree pubbliche per i quali negli ultimi tempi è stata interpellata la magistratura. E non parliamo del danno per le casse pubbliche, le nostre».
