di Massimo Colonna
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Le malattie cardiocircolatorie sono la prima causa di morte a Terni e in Umbria. Anche per questo parte al liceo Donatelli un vero e proprio osservatorio, chiamato Maciste, che coinvolge oltre 700 studenti. L’iniziativa parte dai ricercatori dell’università degli studi di Perugia con l’azienda ospedaliera, insieme al Comune di Terni, la direzione scolastica del liceo, la Fondazione Carit e l’Ufficio scolastico regionale. Il progetto prevede la raccolta di dati sugli studenti per monitorare stili di vita e abitudini, in modo da poter poi, una volta conclusa la fase di analisi, fornire indicazioni utili ai ragazzi e avere una mappa precisa in questo settore.
Studio di livello mondiale «Si tratta di uno dei pochi studi a livello mondiale – ha spiegato in conferenza stampa il professor Giuseppe Schillaci, direttore della struttura Medicina interna e malattie dell’apparato respiratorio all’ospedale Santa Maria – che analizza su vasta scala, in una popolazione sana di adolescenti, l’impatto dello stile di vita sulle caratteristiche strutturali del cuore e delle arterie. Si tratta di un modello di medicina d’iniziativa volta a promuovere la cultura della salute cardiovascolare in una età in cui si acquisiscono abitudini e stili di vita che poi possono restare per tutta la vita». Al tavolo erano presenti
Come avviene Gli studenti che aderiranno volontariamente verranno sottoposti ad un questionario computerizzato che valuta anche l’anamnesi famigliare e personale, lo stile di vita e le abitudini. In più ci saranno rilevazioni dei parametri antropometrici e vitali e di campioni di sangue e urine. «I dati di queste analisi – ha spiegato la direttrice scolastica del Donatelli, la professoressa Luciana Leonelli – potranno essere poi condivisi con il sistema scolastico anche attraverso incontri e seminari rivolti agli studenti e al personale docente. Il liceo Donatelli ha aderito subito a questa iniziativa nella convinzione di sostenere sia e buone pratiche di promozione della salute che una collaborazione fattiva tra università, scuola e istituzioni locali».
