di Massimo Colonna
«Questo è il funerale delle vecchie idee». Così l’assessore Armillei riassume il significato del patto ‘Urban Re-Generation’, firmato nei saloni del Caos venerdì pomeriggio tra l’amministrazione comunale e nove multinazionali presenti sul territorio, ossia Ast, Fucine Umbre, Novamont, Sangemini Acque, Ternienergia, Erg, Tarkett, Covestro e Beaulieu, con il patrocinio di Confindustria Terni. Si tratta di un accordo che punta a sviluppare i concetti di green Economy, economia circolare, cultura e creatività, forme innovative di impiego delle risorse.
Il sindaco Ad aprire i lavori il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, accompagnato non solo dall’assessore alla Cultura Giorgio Armillei e dal suo vice Francesca Malafoglia. «Puntiamo a riorganizzare il modello di città – ha spiegato il sindaco – attraverso sostenibilità, sia ambientale che economica ma anche sociale, progetti smart per conoscenza e cultura e partecipazione allargata ai cittadini. E’ una sfida che lanciamo alle aziende private,alla nostra amministrazione ma anche ai cittadini».
Le aziende Al tavolo presenti i vari rappresentanti delle aziende, tra cui Stefano Neri di Confindustria. «Parliamo di una novità assoluta per il territorio ternano – ha spiegato il numero uno di Confindustria – perché ci troviamo di fronte ad un cambiamento culturale evidente che riguarda i temi importantissimi dell’ambiente e della sostenibilità. Le imprese non possono non essere protagoniste di questa rivoluzione».
Gli obiettivi «Si tratta di un progetto ambizioso – è stato detto negli interventi – che unisce e approfondisce diversi elementi per la rigenerazione urbana su un territorio caratterizzato per storia e vocazione dall’innovazione quale filo conduttore di molte esperienze vissute, ma soprattutto da incentivare o da ideare. La volontà è quella di individuare e applicare elementi di novità positiva del e nel vivere il territorio che aprano a: cambiamenti comportamentali legati alla relazione delle persone con il contesto urbano rigenerato; nuovi scenari di sviluppo locale».
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